Archive | gennaio, 2013

5 Soluzioni (e 15 app) per usare lo smartphone a lezione

25 Gen

Chi l’ha detto, che il cellulare distrae? Al contrario, le innumerevoli potenzialità degli smartphone di ultima generazione permettono di farne un efficace supporto all’educazione convenzionale.
Incoraggiarne un uso intelligente in classe può favorire l’apprendimento mediante un approccio creativo. La sfida, soprattutto in Italia, è vincere la resistenza al mezzo da parte degli insegnanti, studiando metodi su misura per le nuove generazioni.  Già semplici accorgimenti come avvalersi di  pdf consultabili da cellulare o spronare allo scambio di numeri e contatti Skype all’inizio di un corso possono costituire un punto di partenza per veicolare l’idea di una tecnologia alleata dell’istruzione. E con applicazioni come Evernote persino prendere appunti diventa più divertente, dal momento che si può fare direttamente sulle immagini che appaiono sullo schermo.

Ecco allora cinque modi in cui i docenti possono promuovere lo smartphone per rendere più innovative le proprie lezioni.

1. Utilizzare Planet Finder per un supporto realistico alle nozioni di Astronomia. App gratuita per Android, permette di conoscere l’esatta posizione dei Pianeti semplicemente puntando il cellulare verso il cielo.

2.Escursione fuori porta? Sfruttiamo le funzioni di Junaio per dati e indicazioni. Junaio è, infatti, al giorno d’oggi il piú avanzato browser di realtà aumentata per dispositivi mobili. Riconosce, mediante scan visivo, il luogo in cui ci troviamo, per poi fornirci informazioni aggiuntive su di esso. O indicarci la strada più breve per raggiungere la prossima destinazione.

Uno screenshot di Junaio

3. Un’idea d’impatto è quella di organizzare una lezione interattiva utilizzando i QR. Con applicazioni come Qrafter (per Iphone) o Redlaser (per Android) è possibile crearne senza difficoltà, pre-impostando la visualizzazione di contenuti multimediali come video, slides o brevi testi esplicativi. Mettere in piedi una sorta di “caccia al QR” in classe, dopo averli disposti in un apposito percorso istruttivo, costituisce un buon approccio al game-based learning, anche e soprattutto a beneficio dei più giovani.

4. Invitare gli studenti a realizzare progetti creativi, individuali o di gruppo, su di uno specifico argomento di studio sfruttando tutte le potenzialità del digitale. I ragazzi potrebbero sentirsi maggiormente spronati ad approfondire determinati temi in programma se, invece della solita tesina, fossero chiamati ad esporli mediante video, foto, o presentazioni multimediali condivise online. Imovie è perfetta per la realizzazione di brevi filmati, e con l’ausilio di altre applicazioni come Action Movie ed Extra4iMovie si possono addirittura aggiungere degli effetti speciali. E’ anche possibile raccontare un evento a mezzo di immagini raggruppate su Pinterest, o accostate in appositi collage realizzati con PicCollage. Altre applicazioni come Instagram, Posterous o Juxtapose permettono di modificarle e condividerle online. Quanto alle presentazioni multimediali, il modo più efficace per impostarle è senz’altro Capzles.

Esistono anche applicazioni come Visual Poet, che permettono di scrivere poesie utilizzando contenuti visivi: perfette per le lezioni di letteratura. Parimenti, una lezione d’arte un po’ non-convenzionale può servirsi di Draw Something Free  per dimostrare come le nuove tecnologie possano essere supporto al disegno.

5. Infine, Google Earth resta probabilmente lo strumento più efficace ed economico per dare tridimensionalità ed immagine a luoghi e latitudini studiati in geografia.

Uno screenshot di Google Earth

Insomma: il mezzo è solo un mezzo, anche se onnipresente nelle vite dei teenagers. Più che impedirgli di usarlo, potremmo insegnargli a farlo nel modo migliore.