Archive | febbraio, 2013

Bibliotech, la biblioteca senza libri di San Antonio

22 Feb

Si chiama BiblioTech, ed è la prima biblioteca pubblica senza libri al mondo. La notizia, che in questi giorni ha fatto il giro del globo, arriva da San Antonio (Texas) dove il progetto vedrà la luce dal prossimo anno. A promuoverlo Nelson Wolff, giudice della contea di Bexar, che dice di essersi ispirato nientemeno che alla biografia di Steve Jobs. Non a caso, anche gli interni sono stati progettati simili a quelli di qualunque Apple Store. Un progetto “disegnato per – e non adattato a– l’era digitale”, che riconferma il Texas come stato all’avanguardia nel settore dell’e-reading. Esperimenti simili erano,infatti, precedentemente stati svolti soltanto in ambito accademico. Ed era stata proprio l’Università di San Antonio ad inaugurare il trend nel 2010, offrendo ai suoi studenti un sistema bibliotecario interno interamente su supporto digitale. L’esempio è stato poi seguito anche da Drexler (Philadelphia), dove i 170 testi digitali dell’ateneo erano stati resi consultabili solo mediante pc; oppure a Stanford , dove si stanno convertendo in formato digitale moltissimi  manuali di consultazione.

Oltre  diecimila saranno i titoli consultabili alla bibliotech texana, e oltre 150 gli e-reader a disposizione del pubblico (senza contare i pc e i tablet), che potranno essere presi in prestito per un massimo di 15 giorni. Disponibili anche dei lettori digitali a misura di bambino. I rendering della struttura sono disponibili anche sul sito web Corriere.it.

D’altronde, non è una novità che le tecnologie stiano cambiando le modalità di fruizione dei testi. Secondo dati del Wall Street Journal, oltre tre quarti delle biblioteche pubbliche americane hanno in catalogo dei libri in formato digitale, mentre il trentanove per cento ha anche degli e-reader a disposizione dei lettori. Ecco perchè investire oltre un milione di dollari nella costruzione di uno spazio pubblico interamente digitale non è, in fondo, che una ferma scommessa su un trend che ha giá dimostrato d’essere in continua crescita. Noi stessi, da Forma, abbiamo già citato l’e-reading come probabile futuro mezzo d’istruzione.

Futuro dei libri totalmente digitale? Sembrerebbe di sì. Tuttavia, l’opinione pubblica americana resta divisa in merito alla reale necessità di una struttura così costosa: un altro report, pubblicato da un’associazione di editori nella prima metà del 2012, sembra dimostrare infatti che, nonostante l’incremento di utilizzo e diffusione dell’e-book, le vendite del libro cartaceo non sembrano esserne state influenzate.

Il progetto della BiblioTech, in Texas

E in Italia, quale futuro per gli e-book?  Credete che un progetto simile potrà prendere piede anche nel nostro Paese, storicamente legato alla letteratura “classica”?  Fatecelo sapere!

Infografare il proprio CV, l’ultima tendenza del self promotion

15 Feb

L’informazione si fa sempre più visual. Lo dimostrano le previsoni di crescita di piattaforme come Instagram e Pinterest, sulla cui diffusione i social media specialist di tutto il mondo non esitano a scommettere (per un riassunto efficace del quadro che ci aspetta, cliccate qui ). Una buona immagine è in grado di veicolare un concetto in modo veloce e creativo, esercitando peraltro un forte potere di engagement su ogni tipo di community. Ecco perchè entrare in competizione sul mercato lavorativo significa – e, presumibilmente, sempre più significherà – anche dominare il linguaggio visivo.

Oggi si sono moltiplicati i siti che permettono di trasformare i propri CV in originali infografiche, per una presentazione innovativa delle nostre capacità. Eccone alcuni, che abbiamo scelto e provato per voi:

Visualize Me : Immediato ed intuitivo sin dal momento dell’iscrizione, estrapola i dati dal proprio account Linkedin per disporli su timeline grafiche. L’estetica è essenziale, ma efficace. Stili e colori sono assolutamente personalizzabili.

CvGram  : Come visualize.me, questa piattaforma dota il vostro CV di un aspetto grafico accattivante, pur lasciando anche al testo un ruolo di rilievo. Quel che la distingue da altri servizi simili è senza dubbio l’approccio, che potremmo definire quasi “ludico”. Al momento dell’accesso, si richiede per esempio di caratterizzarsi con uno tra i simpatici avatar predefiniti, così da iniziare a tratteggiare la propria personalità. Tra i siti che abbiamo testato, è forse quello con la grafica migliore, e consente un grado di personalizzazione tra i più elevati in assoluto. CvGram funziona come Linkedin (da cui è possibile importare i dati), consentendo di collegare il proprio profilo a quello di altri utenti. In alternativa, è possibile condividerlo facilmente su qualunque tipo di social network o sito.

Uno screenshot da Cvgram

Uno screenshot da Cvgram

Re.vu   : Molto simile a CvGram, ma con un aspetto più serioso e un maggior numero di infografiche create per singolo utente. La necessità di registrarsi (seppur gratuitamente) al sito per utilizzarne i servizi crea, tuttavia, un ostacolo maggiore rispetto all’immediatezza di utilizzo di Visualize.me e CvGram. Nel primo caso, infatti, la registrazione viene richiesta soltanto dopo aver importato i dati da Linkedin e aver pre-visualizzato le infografiche create, mentre nel secondo non é richiesta affatto. Anche su Re.Vu le informazioni professionali possono essere esportare da LinkedIn,oltre che direttamente inserite.

Vizify   : Biografia grafica, più che C.V. Grafico, raccoglie i dati di tutti i social network usati per offrire un efficace riassunto visual della propria intera attività online. In assoluto tra i più completi e utili per chi si occupa di social media, ma forse meno applicabile a tutti gli altri tipi di professione. Svela anche curiositá interessanti in merito alle parole piú usate online, il “top follower” su Twitter, etc. Un po’ laboriosa la metodologia di accesso: immediato se si condivide il link del sito su facebook o twitter, richiede inviti e lunghi processi d’attesa se non lo si fa.

 

Schermata di accesso di Vizify

 

ResumUP : Va ben al di là della semplice sintesi visiva del curriculum, offrendo all’utente una marcia in più rispetto a tutte le piattaforme simili. Oltre a creare un’infografica della propria carriera e delle proprie competenze, infatti, ResumUp consente di specificare il proprio obiettivo professionale, per poi spiegare– in ulteriori infografiche – quali competenze é necessario acquisire e con quali persone bisognerebbe entrare in contatto per raggiungerlo nel minor tempo possibile. Per farlo sfrutta i dati di LinkedIn o Facebook.


Tutorial di ResumUP

VisualCV  : Crea un tipo di Curriculum più classico, ancora principalmente testuale, che però consente l’integrazione a margine di video, foto e materiali multimediali di ogni sorta, per un compendio informativo a 360 gradi. Interessanti gli esempi di C.V. presenti sul sito, divisi per categorie professionali.

Esempi di C.V divisi per categoria su VisualCV

E voi cosa ne pensate? Preferite il curriculum in versione classica, il vostro profilo aggiornato sui social network professionali come Linkedin o avete ideato delle soluzioni creative e personali in alternativa? Raccontatecelo!

Università pubblica: quanto sei “social”?

8 Feb

Politecnico di Torino, Politecnico di Milano, Università Ca Foscari di Venezia, Università di Bologna e Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Secondo la classifica delle università pubbliche italiane* stilata nel 2012 dal Ministero dell’Istruzione, sono questi i nostri cinque atenei più virtuosi. Ma lo saranno anche nell’uso del web? Noi di Forma ce lo siamo chiesti. Così, per una settimana, abbiamo monitorato presenza ed attività sui Social Network di questa top five. Ed ecco cos’abbiamo scoperto.

*La graduatoria ministeriale si basa sulla percentuale di “quota premiale” sull’intero FFO (Fondo per il Funzionamento Ordinario) 2012. La ricerca ha coinvolto 54 atenei pubblici, escludendo quelli che non partecipano a tale quota, come le Università per stranieri, le Scuole Normali e l’Università dell’Aquila.

 

POLITECNICO DI TORINO

Il politecnico di Torino, il cui sito web è il secondo page rank più alto tra i 5 atenei, presenta un’identità digitale abbastanza strutturata. Pur mancando del canale Youtube, possiede un account Flickr per la diffusione di contenuti fotografici legati all’attività dell’ateneo, tuttavia povero di interazione, e 6 diversi gruppi su Linkedin il cui pubblico ascende ad un totale di circa 13.000 utenti.

La sua linea editoriale è costante: buon uso del mezzo Facebook, con un’attività di social publishing di tre volte a settimana, ed una crescita media giornaliera di circa 21 utenti. Quanto al rapporto tra crescita fan, attività di social posting ed engagement (interazioni dei membri delle community con i canali proprietari dell’Ente) i giorni migliori sono concentrati nella prima metà della settimana: il lunedì per Facebook, il martedì per Twitter, il mercoledì per l’incremento massimo della community su Linkedin.

____torino

POLITECNICO DI MILANO

L’università più chiacchierata delle 5, con un “talking about” di circa 850 utenti a settimana, registra il miglior comportamento sui social network, con un buon equilibrio d’interazione tra l’attività dell’Ente e la risposta da parte dei membri della community. Postando in media 3 volte a settimana su facebook ottiene ben 201 reazioni totali da parte della sua fan base, detenendo il primo posto per livello di engagement tra le cinque community analizzate. Persino su youtube riesce a registrare diversi iscritti a settimana, comportamento non proprio frequente per gli stessi utilizzatori della piattaforma.

Il giorno principe per l’incremento della community su tutte le piattaforme è il giovedì, da sempre uno dei giorni “top” della settimana per gli universitari milanesi.

___MILANO

UNIVERSITÀ CA’FOSCARI

Pagerank 8, secondo posto ex-equo insieme al Politecnico di Torino, l’Università Ca’Foscari di Venezia è l’unica a possedere una radio dedicata , con una propria identità digitale.
Quanto alla linea editoriale e all’engagement, nonostante i 112 post settimanali su Facebook riesce ad avere un incremento giornaliero dei fan di circa 14 utenti, e 153 reazioni a settimana. Molti post, dunque, rimangono inascoltati. Forse invertire il flusso di comunicazioni della fan page con quelle del canale twitter (solo 6 post settimanali) potrebbe generare una migliore redemption su entrambe le piattaforme.
Anche qui, interazioni e crescita della community si concentrano nei primi tre giorni della settimana: bene il martedì.

___venezia

UNIVERSITÀ DI BOLOGNA

Unibo.it, primo website per pagerank e visitatori tra le 5 università analizzate, non ha una propria pagina ufficiale sul canale Facebook: cercando tra i suoi canali ufficiali potreste essere rimandati da Facebook all’università di Teramo, non proprio in linea geograficamente con quanto vi aspettereste, mentre il canale Twitter, che in realtà è la voce principale del Magazine dell’Università più che dell’ateneo in sé, a dispetto degli 83 tweet a settimana resta ultimo tra tutti per incremento dei followers (solo 38 in più, con una media di 5 giornalieri). Degno di nota l’account twitter  AlmaDiUnibo , il canale ufficiale della biblioteca digitale dell’ateneo.

___BOLOGNA

UNIVERSITÀ DI ROMA TOR VERGATA

Sprovvista di un account Twitter proprietario, l’Università di Roma “Tor Vergata” è ultima in classifica per quello che riguarda il livello di interazione e implementazione della community.

Con un’attività editoriale su Facebook  di circa 2 post a settimana, ottiene scarse reazioni ed una crescita media della propria community di 2 utenti giornalieri, il ranking più basso rispetto ai cinque atenei.
L’ateneo possiede una propria web tv, diffusa anche attraverso un canale twitter dedicato fermo tuttavia al 2010. Ancora una volta, il giorno migliore per l’attività di comunicazione sui social network si considera il martedì.

___ROMA

Come intuiamo da questi dati, una classifica che analizzi le migliori università sul web non comprenderebbe, probabilmente, gli atenei pubblici ritenuti più virtuosi dal nostro ministero, che, – ad eccezione, fose, del Politecnico di Milano- hanno ancora molto da imparare dai propri colleghi privati e internazionali.

Un’ulteriore sveglia per gli attori nazionali che si occupano di formazione: l’adozione delle tecnologie, pur non essendo contemplata ancora come valore, anzi spesso vissuta con timore, disprezzo o noncuranza dal corpo docente e dirigente italiano, non può che fare del bene alla nostra immagine e al nostro sistema. La diffusione di conoscenza è spesso possibile, al di là della bontà dell’insegnamento impartito e dei servizi erogato, solo migliorando l’interazione con il proprio pubblico e con tutti gli stakeholder del sistema istruzione: ne beneficerebbero i nostri studenti, e migliorerebbe la nostra immagine soprattutto nel contesto europeo.

Secondo voi, qual è la classifica degli atenei più virtuosi sul web? Sottoponeteci i vostri esempi!

 
 

Il futuro dell’istruzione: tra sms, ebook e 3D printing

1 Feb

Come cambia l’istruzione? Ormai non è più possibile pensare di rimanere fermi ai modelli tradizionali. Non in una società che modifica sempre più rapidamente le sue abitudini, anche e soprattutto sulla spinta dei progressi tecnologici. Per il 2013 si stima in tal senso un ulteriore passo in avanti, con un incremento dell’utilizzo dei device digitali anche tra i banchi di scuola: un trend, questo, che dall’America è destinato a diffondersi sempre più anche in Europa negli anni a venire. Ed ecco, quindi, uno scenario plausibile di quanto potrebbe accadere in un prossimo futuro.

–  Utilizzo degli sms come mezzo di connessione diretta tra istituzioni e studenti.
Dati raccolti nel 2012 dimostrano che il 65% degli adolescenti italiani possiede uno smartphone*, e, nonostante l’implacabile avanzata della messaggistica online (es. Whatsapp), ben il 69% dei ragazzi tra i 18 e i 20 anni invia ancora almeno un messaggio di testo al giorno. **

Ecco perché impiegare gli sms per le informazioni accademiche ed istituzionali significa mettere in atto un’efficace strategia di marketing, comunicando con gli studenti attraverso i canali e i linguaggi che essi impiegano di più. I messaggi brevi possono essere perfetti come promemoria sulla data di inizio di nuovi corsi o sulla deadline per la consegna di compiti e ricerche, così come per gli avvisi dell’ultima ora in merito a chiusure eccezionali per maltempo o scioperi, cambi di orari, etc.

* Osservatorio Sip sull’Adolescenza 2012
** Dati Ofcom 2012

–  Uso mirato dei social network, intesi come ulteriore strumento per abituare gli studenti al lavoro di gruppo e consolidare il senso di comunità. Negli USA, negli ultimi anni, si è diffuso il trend di creare pagine facebook per ogni singola classe, così da farne un punto di scambio per dubbi, contatti e problemi comuni. Non è escluso che presto il sistema inizi ad essere adottato in modo sempre più massivo anche da noi.

–  Aumento dei corsi in E-learning e FAD (lezioni online a distanza), con sempre più piattaforme dedicate. In tal senso, l’Italia rimane ancora indietro rispetto al trend di crescita globale, ma sono comunque sempre più frequenti i casi felici di corsi universitari e master che sfruttano questo tipo di istruzione, particolarmente nell’ambito della formazione professionale.

– Diffusione delle stampanti 3D. Questi macchinari costituiscono a tutti gli effetti la nuova frontiera dell’insegnamento, poiché la possibilità di realizzare modelli tridimensionali degli oggetti pensati dagli alunni apre scenari dagli sviluppi impossibili da definire. Il sito Stampa-3D.com ne ipotizza alcuni esempi pratici, anche se sono le grandi Università mondiali a dimostrare soprattutto la reale portata di tale evoluzione. Lo University College di Londra, l’Università dello Utah e il Fraunhover Institute for interfacial engineering (Germania), sono solo alcuni dei luoghi in cui la Stampa 3D è già stata applicata con successo alla ricerca medica, arrivando a ricreare anche tessuti e vene umane. La Vienna University of Technology è stata poi poi particolarmente innovativa in questo campo, realizzando modelli microscopici di automobili da corsa con precisione e velocità mai viste prima. La University of California detiene invece il primato per la stampa tridimensionale di un’intera casa.

L’automobile da corsa realizzata con la nanostampante 3d dell’Università di Vienna. Larga quattro volte lo spessore di un capello umano, è stata creata in appena quattro minuti.

Negli ultimi anni il costo delle stampanti 3D è crollato, e numerosi prototipi ne sono stati sviluppati anche in Italia, per un prezzo medio attuale di 900 euro l’uno. Prezzo che, ovviamente, è destinato a scendere ancora.  Non appena saranno più accessibili al pubblico, insegnanti e allievi prenderanno con tutta probabilità a usare con frequenza le stampanti tridimensionali. In Italia, si stima che nel giro di 10 anni ogni classe ne avrà una. E intanto, negli States, alcune aziende produttrici stanno sviluppando addirittura progetti di curricula accademici in 3D.

Tra gli ulteriori sviluppi che ci possiamo aspettare nel campo dell’istruzione e della formazione, troviamo l’incremento dell’adozione di e-book da parte degli istituti scolastici: si stima che verranno sempre più preferiti ai manuali canonici in quanto meno pesanti da trasportare e – soprattutto – di gran lunga meno costosi. Anche la consulenza personalizzata agli studenti si sposterà sempre più online, mentre saranno presi sempre più seriamente gli studi sull’efficacia dell’approccio ludico, per un’educazione basata sul gioco.

E voi, quali altri trend a tema istruzione pensate abbiano uno sviluppo immediato in Italia e quali, invece, tarderanno ad arrivare?