La scuola mobile “Hackidemia” tra DIY e Learning by Doing

24 Mag

Mentre Google Play entra nella tematica dell’istruzione con un app store pensato per fornire contenuti educativi a studenti ed insegnanti, la scuola mobile Hackidemia il digitale lo insegna dal vivo. Il progetto, nato la scorsa estate, è cresciuto in tempi record: la scuola è infatti arrivata a compiere il giro del mondo per insegnare ai bambini l’arte del fare.

I laboratori itineranti di Hackidemia si concentrano sull’invenzione, la fabbricazione digitale, il physical computing, la robotica, la programmazione, la micro-elettronica e il concetto di DIY (Do it yourself,  “costruiscitelo da solo”). Il tutto, con l’aspirazione di mettere nelle mani delle nuove generazioni le competenze necessarie a risolvere i problemi della comunità. Durante la trasferta in Nigeria, per esempio, ai giovanissimi allievi è stato spiegato come si costruisce un pannello solare, perchè in quel luogo l’energia elettrica costituisce un problema. La vera rivoluzione, secondo i fondatori di Hackidemia, passa infatti per la formazione dei nuovi makers: persone, cioè, in grado di trovare soluzioni alle difficoltà applicando le nozioni pratiche richieste dalla società in cui viviamo. “Vogliamo spronare i bambini ad immaginare un domani migliore e a fornire loro gli strumenti per costruirlo”, si legge sul sito della scuola.

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Alcuni scatti dai laboratori di Hackidemia

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Alcuni scatti dai laboratori di Hackidemia

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Alcuni scatti dai laboratori di Hackidemia

Negli ultimi quattro mesi più di 40 workshop organizzati da Hackidemia hanno coinvolto i giovanissimi in scuole, ospedali, favelas, parchi e mezzi di trasporto tra Bucharest, Berlino, Sofia, Austin, Sao- Paulo, Lagos, Dallas e Parigi. I partecipanti sono stati più di 2000, con l’aggiunta di 200 volontari che si sono proposti di collaborare per le attività organizzative e logistiche.

Il prossimo evento in programma, organizzato a Berlino per il prossimo 1 Giugno, vuole insegnare ai bambini a fare musica costruendosi gli strumenti da sé. In tal senso verranno utilizzati frutta, piante, palloni, ma verranno anche costruiti dei robot in grado di produrre suoni.

Numerosi video e scatti fotografici delle attività già avvenute sono disponibili sul sito ufficiale di Hackidemia.

E voi? Iscrivereste i vostri figli ad uno dei laboratori di Hackidemia? Siete favorevoli al concetto di imparare facendo o pensate siano più utili le più classiche basi di teoria? Raccontatecelo!

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