Archive | giugno, 2013

Digital Storytelling: il nuovo trend dell’istruzione

28 Giu

Il Digital Storytelling è uno dei nuovi trend dell’istruzione, almeno negli ambienti più anti-convenzionali delle scuole angloamericane. Con esso si intende il processo di raccontare una storia sfruttando le potenzialità multimediali offerte dalla tecnologia. In questo modo, è possibile rendere più stimolante l’approfondimento di argomenti trattati a lezione, sostituendo i più classici saggi o tesine con files che uniscono testi, immagini, audio e video.

Una tra le piattaforme più recenti ad essersi specializzate in questo settore è, appunto, Digital Storyteller . Il suo obiettivo è quello di offrire a studenti ed insegnanti un supporto per la creazione di filmati su tematiche concrete con la voce narrante degli alunni stessi. Per realizzarli, il sito mette a disposizione materiale illimitato (immagini, testi, etc) da assemblare a piacimento a seconda dell’argomento da trattare.

screenshot digital storytelling

Uno screen shot da Digital Storyteller

Ecco come funziona: ci sono due tipi di login diversi, uno per gli insegnanti  e uno per gli allievi . I primi possono creare delle liste di studenti da inserire in una singola classe, per poi assegnare alternativamente attività di gruppo o singole attività individuali. Possono inoltre commentare i lavori realizzati dagli alunni, oltre a caricare e catalogare nuovi materiali da mettere a disposizione.

Gli studenti, una volta effettuato il login, visualizzeranno invece le attività e le istruzioni a loro assegnate dall’insegnante. A questo punto saranno chiamati a:

Scrivere un testo;
– Selezionare le immagini per illustrarlo (quelle ritenute più appropriate dall’insegnante appariranno in evidenza), o aggiungerne di proprie;
– Attribuire una sequenza di apparizione alle immagini stesse;
Registrare la propria voce mentre narrano il testo precedentemente scritto;
– Aggiungere effetti di montaggio, titoli e credits;
– Visualizzare i commenti dell’insegnante (che può intervenire in qualunque fase del processo);
Condividere la propria creazione con il resto della classe ed altri utenti del sito.

Sono tantissime le app e le piattaforme web-based che offrono servizi simili a Digital Storyteller. Ve ne elenchiamo 10 tra le più popolari.

1. 30hands – App per sistemi iOS che consente di creare storie aggiungendo una narrazione alle foto. Comprende anche un video- tutorial di aiuto ai nuovi utenti.

2. BoomWriter – Sito web in cui la sicurezza per gli studenti più giovani viene messa al primo posto: sono, infatti, gli insegnanti a creare gli account per gli alunni, in modo che la loro mail non venga mai richiesta. La piattaforma fornisce gli strumenti per creare storie e libri digitali in un processo di collaborazione collettiva. Una volta completata, la storia può essere pubblicata online ed ordinata nella forma di un vero e proprio libro.

3i Tell a Story  – App per iPhone e sistemi Mac per la creazione di storie digital, con un funzionamento molto simile a quello di Garageband.

iTell

Uno screen shot da i Tell a Story

4. My Story  – App per iPad che consente la creazione di storie a partire da un‘immagine: l’utente può disegnarne una o caricare una foto, per poi aggiungere testi e registrare file audio con la propria voce narrante.

5. StoryJumper – Sito web in cui, oltre a creare una storia da zero, se ne può sviluppare una sfruttando i numerosi incipit pre-archiviati. Lo studente può, poi, aggiungere oggetti multimediali, testi, e creazioni artistiche da lui realizzate.

6. StoryKit  – App per iOS dal funzionamento intuitivo per sviluppare argomenti mediante l’assemblaggio di testi, foto ed audio.

7. Storyplanet – Website particolarmente innovativo per creare storie digital o video mashup. Gli utenti possono selezionare uno tra i template disponibili o crearne uno personale, per poi aggiungere video, foto ed effetti speciali. Una volta completato, il materiale può essere condiviso online con l’intera community.

8. Tumblecloud – Sito in cui lo svolgimento dell’argomento da raccontare viene portato avanti in modo collaborativo, mediante un’interfaccia drag-n-drop in cui ciascuno può apportare nuovi contenuti.

9. VoiceThread  – Una tra le piattaforme di digital storytelling più popolari nel settore dell’istruzione. Oltre all’aggiunta di contenuti multimediali e file audio, offre la possibilità di incorporare il prodotto finale direttamente in siti o blog.

voicethread

Uno screen shot da Voice Thread

10. Zeen – Oltre a testi e immagini, il sito prevede anche l’aggiunta di musica, per un prodotto narrativo o di documentazione ancora più completo. Al termine del processo di montaggio, l’elaborato si può condividere o incorporare in un sito web.

E voi, vi siete mai cimentati nel digital storytelling? Avete qualche piattaforma o app da segnalarci? Scriveteci!

Maturità 2013: i canali web e social per condividere gli esami

21 Giu

Gli esami di Maturità sono in pieno svolgimento, e anno dopo anno si fanno sempre più social. La tendenza ad usare Internet per condividere ansie e preoccupazioni pre e post esame ha iniziato a svilupparsi, in realtà, già dal 2009. È nel 2012 che ha, però, ricevuto definitiva consacrazione, grazie al fiorire di fanpage dedicate su Facebook, diffusione sempre più capillare di Twitter tra i teenager italiani e presenza sempre più numerosa di stratagemmi e consigli per superare le prove sulle community online. Quest’anno il trend si è ulteriormente consolidato, con un’importante novità: ai canali di sharing si è infatti aggiunto whatsapp, che è risultato essere lo strumento più utilizzato per comunicare all’esterno le indiscrezioni sulle tracce della prima prova.
Ma la Rete non è soltanto un mezzo per condividere soluzioni, nozioni e paure. Una ricerca di Skuola.net ha, infatti, rivelato che quasi la metà degli studenti sarebbe disposta ad acquistare online una tesina già fatta, pagandola anche più di 30 euro. È un autentico business in continua crescita, che nel periodo precedente gli esami di Stato raggiunge il suo apice.

Ma quali sono i canali web e social più in voga tra i maturandi del 2013? Abbiamo provato ad elencarveli.

amicizia-facebook-esame-maturita

1. Maturità 2013: tocca a me. 
Autentica regina delle pagine Facebook dedicate agli esami di Stato, è passata dai più di 60.000 fan dell’edizione 2012 ai quasi 89 mila di quest’anno, dotandosi addirittura di una propria app per smartphone  . La fanpage è gestita dal sito web Scuolazoo  , ed è aggiornata quotidianamente con soluzioni di tutte le prove, toto-tracce, spunti interessanti per prepararsi al meglio. Inoltre, abbondano i contenuti ironici come video, citazioni, e immagini divertenti per  stemperare la tensione.

2. Skuola.net . Il già citato website è diventato in pochi anni un autentico “guru” nel settore Maturità. Mette a disposizione appunti, un forum per lo scambio di opinioni tra studenti, e un update quotidiano con notizie dell’ultima ora e consigli su metodi di studio più efficaci. Non mancano gli schemi grafici per aiutare la memorizzazione dei concetti, e le tesine multidisciplinari già svolte da “consultare” per un po’ di ispirazione. Il sito offre anche un servizio di online television in streaming, tra i cui reportage più recenti spicca un servizio su “come copiare usando il telefonino”.

3. Studenti.it. Un grande classico, tra i primi a fornire appunti e riassunti scaricabili dal web, consultabile oggi anche sui canali social (la pagina facebook vanta  378.765  utenti) . Durante tutto l’anno accompagna studenti di scuole ed università di ogni genere con materiali, suggerimenti e dritte su ogni materia, ma è nel periodo degli esami di Stato che raggiunge un vero e proprio boom di visite.

4. Twitter. Il “cinguettio” rimane uno dei modi più immediati per esprimere commenti e valutazioni sugli esami, prestandosi in modo particolare a quelli più sarcastici. L’hashtag #maturità2013 è entrato nei Trending Topic italiani nelle giornate delle prime due prove scritte, così come Magris e Quintiliano, gli argomenti (molto discussi) di cui trattavano.

Maturità-2013

E voi? Avete qualche altro sito dedicato alla Maturità da segnalarci? Aspettiamo i vostri commenti!

Instagram e scuola: la situazione in Italia

14 Giu

Instagram, l’app gratuita che consente di scattare foto da cellulare e condividerle sui social network, può diventare uno strumento efficace anche per il mondo dell’istruzione. In concreto, le sue potenzialità possono essere sfruttate per consolidare il vincolo tra scuola e alunni, per promuovere le attività organizzate dall’istituto o per spronare la creatività degli studenti facendosi piattaforma per progetti multimediali. Alcune interessanti proposte in merito all’utilizzo di Instagram in classe arrivano dal sito “Prof Digitale”.

Ma chi e come lo usa già in Italia con queste finalità?

Cercando all’interno del nostro sistema educativo ci si rende conto che sono ancora pochi gli istituti che hanno adottato l’universo delle applicazioni come canale comunicativo. Tra questi, la maggior parte sono centri privati dedicati all’insegnamento di discipline che più di altre si prestano ad essere rappresentate in foto: scuole di musica, danza, cinema e arti visive, oltre alle accademie di make up e moda, rappresentano al momento l’utenza principale. Non a caso, uno degli account scolastici più attivi e seguiti è quello dellIstituto Europeo del Design (IED), che alterna immagini della vita studentesca a bozzetti e creazioni realizzate dagli allievi. Non manca, però, anche qualche  caso di istituto di istruzione superiore o universitaria, come l’Università IULM di Milano o l’ateneo Ca’Foscari di Venezia. In particolare, colpisce l’ottima gestione del mezzo da parte dell’Istituto vescovile Barbarigo di Padova che, tra gli account scolastici italiani, totalizza il maggior numero di follower e interazioni.

Ma ecco, a confronto, le modalità di impiego di Instagram da parte dei principali enti di formazione italiani che già l’hanno scelto.

Università IULM di Milano (  23 foto, 188 follower, 6 following)

IULM

L’account è utilizzato in modo sporadico, con aggiornamenti molto irregolari concentrati in occasione di eventi speciali organizzati dall’Ateneo. Instagram serve, cioè, per documentare in presa diretta incontri e conferenze al Caffè Letterario IULM, presentazioni ufficiali di qualche nuovo Master, ed eventi che coinvolgono personaggi di grande traino mediatico. L’ultima foto caricata risale a Novembre del 2012.

Università di Venezia Ca’ Foscari (47 foto, 113 follower, 3 following)

UNIVE

All’account è stato dato un focus decisamente artistico. La quasi totalità delle foto caricate risale alla giornata del 23 Giugno 2012 e a quelle immediatamente precedenti, per una documentazione a 360 gradi dell’evento Artnight organizzato dall’Università con finalità solidali ai terremotati dell’Emilia Romagna. L’unico scatto estraneo all’argomento, caricato a Maggio 2013 dopo un lungo periodo di inattività, riguarda la Biennale di Venezia.

Istituto Europeo del Design (IED)  (91 foto, 478 follower, 60 following)

IED

Account ufficiale che ingloba le attività di tutte le sedi (anche non italiane) dello IED, vanta una grande varietà tematica e un buon timing: gli update sono costanti e misurati, con la media di una foto caricata al giorno. Gli scatti spaziano dagli schizzi e bozzetti preparatori agli articoli di giornale che parlano dell’Istituto, passando per iniziative organizzate, opere realizzate dagli studenti, libretti studenteschi, vita quotidiana a scuola e immagini delle sedi. In questo caso Instagram contribuisce a dotare l’ente di un volto umano e personale, dove la dimensione creativa e dinamica ha protagonismo assoluto.

Istituto Barbarigo – Padova Catholic High School  (177 foto, 493 follower, 633 following)

BARBARIGO

Uno degli account Instagram scolastici forse meglio gestiti in Italia. Buona e regolare la frequenza d’aggiornamento, che pur non arrivando a caricare una foto al giorno come lo IED, non si concede ma lunghe pause tra un update e l’altro, né limita gli aggiornamenti a singole giornate specifiche. Notevole il numero di like e interazioni che riesce a veicolare sulle foto, grazie anche ad un efficace utilizzo degli hashtag. I soggetti delle immagini caricate sono piuttosto vari, andando da momenti di vita scolastica ad eventi (soprattutto musicali) organizzati con gli allievi, senza disdegnare citazioni e qualche immagine a sfondo religioso, come l’orientamento della scuola richiede. Il focus, però, resta principalmente paesaggistico: le immagini della città e dell’edificio sede della scuola sono senza dubbio il soggetto principale.

E voi? Conoscete qualche altro istituto scolastico italiano che utilizzi Instagram? Segnalatecelo!

Mendeley e la dimensione “social” della ricerca scientifica

7 Giu

Lo scorso fine settimana eravamo a Trieste per State of The Net: conferenza della durata di due giorni che analizza lo stato del web in Italia. Tra i relatori, selezionati tra gli interpreti più innovativi della cultura digitale, abbiamo avuto modo di ascoltare Jan Reichelt, presidente e co-founder di Mendeley, una delle maggiori piattaforme per la collaborazione nel campo della ricerca.

fractals state of

Fractals a State of The Net 2013

Presentato come “ecosistema open-source” , Mendeley ospita ad oggi migliaia di ricercatori e milioni di pubblicazioni accademiche prodotte in ogni angolo del globo.
Le sue origini- ha spiegato Reichelt – si devono a una semplice domanda: “come possiamo migliorare il mondo della ricerca scientifica?”.

La risposta è stata trovata nel suo inserimento all’interno di una dimensione social. Mendeley estrae i dati dai documenti in PDF per permettere ai loro creatori di condividerli ed entrare in contatto, scambiandosi opinioni mediante appositi gruppi tematici. L’integrazione della piattaforma con altri strumenti ed app come Kleenk.com permette inoltre di creare collegamenti tra pubblicazioni di argomento simile, facilitando il confronto. In questo modo “La ricerca diventa più efficiente e collaborativa”, a detta di Reichelt.

Jan Reichelt, presidente e co-founder di Mendeley.com

Jan Reichelt, presidente e co-founder di Mendeley.com

Dopo essersi fatta notare come una delle start up più innovative e interessanti al mondo, Mendeley è stata acquisita quest’anno dall’editore danese Elsevier, non senza qualche riserva da parte degli utenti più assidui. La partnership dovrebbe tuttavia garantire un’integrazione sempre migliore con altre piattaforme come ScienceDirect e Scopus, senza che venga per questo limitato lo sviluppo di Open API.

D’altronde, le reti virtuali di argomento scientifico sembrano essere sempre più apprezzate a livello internazionale. Proprio di questi giorni è la notizia di un importante investimento di Bill Gates in Research Gate, un altro social network che permette agli scienziati di tutto il mondo di entrare in contatto e condividere i risultati delle loro ricerche.

Lo speech su Mendeley a Trieste ha dato vita ad un interessante dibattito, portato avanti sia in una delle tavole rotonde di State of The Net, sia – soprattutto – in rete. L’invito di Reichelt ad aprirsi alle nuove tecnologie e dinamiche di comunicazione è stato accolto con entusiasmo, ma per i più rischia di vedersi ostacolato dalla generale staticità del sistema accademico italiano.

Voi che ne pensate? Riuscirebbe (o riuscirà) un sistema simile a prendere piede anche in Italia? Raccontatecelo nei commenti!