Mendeley e la dimensione “social” della ricerca scientifica

7 Giu

Lo scorso fine settimana eravamo a Trieste per State of The Net: conferenza della durata di due giorni che analizza lo stato del web in Italia. Tra i relatori, selezionati tra gli interpreti più innovativi della cultura digitale, abbiamo avuto modo di ascoltare Jan Reichelt, presidente e co-founder di Mendeley, una delle maggiori piattaforme per la collaborazione nel campo della ricerca.

fractals state of

Fractals a State of The Net 2013

Presentato come “ecosistema open-source” , Mendeley ospita ad oggi migliaia di ricercatori e milioni di pubblicazioni accademiche prodotte in ogni angolo del globo.
Le sue origini- ha spiegato Reichelt – si devono a una semplice domanda: “come possiamo migliorare il mondo della ricerca scientifica?”.

La risposta è stata trovata nel suo inserimento all’interno di una dimensione social. Mendeley estrae i dati dai documenti in PDF per permettere ai loro creatori di condividerli ed entrare in contatto, scambiandosi opinioni mediante appositi gruppi tematici. L’integrazione della piattaforma con altri strumenti ed app come Kleenk.com permette inoltre di creare collegamenti tra pubblicazioni di argomento simile, facilitando il confronto. In questo modo “La ricerca diventa più efficiente e collaborativa”, a detta di Reichelt.

Jan Reichelt, presidente e co-founder di Mendeley.com

Jan Reichelt, presidente e co-founder di Mendeley.com

Dopo essersi fatta notare come una delle start up più innovative e interessanti al mondo, Mendeley è stata acquisita quest’anno dall’editore danese Elsevier, non senza qualche riserva da parte degli utenti più assidui. La partnership dovrebbe tuttavia garantire un’integrazione sempre migliore con altre piattaforme come ScienceDirect e Scopus, senza che venga per questo limitato lo sviluppo di Open API.

D’altronde, le reti virtuali di argomento scientifico sembrano essere sempre più apprezzate a livello internazionale. Proprio di questi giorni è la notizia di un importante investimento di Bill Gates in Research Gate, un altro social network che permette agli scienziati di tutto il mondo di entrare in contatto e condividere i risultati delle loro ricerche.

Lo speech su Mendeley a Trieste ha dato vita ad un interessante dibattito, portato avanti sia in una delle tavole rotonde di State of The Net, sia – soprattutto – in rete. L’invito di Reichelt ad aprirsi alle nuove tecnologie e dinamiche di comunicazione è stato accolto con entusiasmo, ma per i più rischia di vedersi ostacolato dalla generale staticità del sistema accademico italiano.

Voi che ne pensate? Riuscirebbe (o riuscirà) un sistema simile a prendere piede anche in Italia? Raccontatecelo nei commenti!

 

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