Qwert: il social network che insegna ad usare i social network

15 Nov

Oggi vi segnaliamo un’interessante e lodata iniziativa avviata a Treviso per educare i più giovani all’uso consapevole del web. Si tratta di Qwert, un social network rivolto a tutti i ragazzi dagli 11 ai 14 anni che frequentano le scuole medie della città. È stato promosso dall’Azienda ULSS n°9 di Treviso in collaborazione con il Comune e con l’Ufficio Scolastico Provinciale, e realizzato con il sostegno di H-Farm, del Lions Club ed il supporto della Polizia Postale e delle Comunicazioni. Perchè è interessante? Perchè aspira a trovare una soluzione ad un problema concreto, quello del cyberbullismo e di un uso distorto e rischioso del mezzo, utilizzando gli stessi strumenti che l’hanno originato. Interagendo con i propri coetanei online in un contesto sicuro e controllato, i ragazzi saranno, infatti, verosimilmente più portati a ricreare quegli stessi comportamenti anche nell’utilizzo di altri social media più noti quali Facebook o il tanto condannato Ask.fm.

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Ma ecco come funziona: l’iscrizione dei ragazzi a Qwert è possibile sono con l’autorizzazione di un genitore e l’autenticazione personale da parte di insegnanti ed educatori. La piattaforma è protetta e sorvegliata e permette agli utenti di entrare in contatto con i loro coetanei, in attività da svolgersi in contesti sia scolastici che extrascolastici. Nel primo caso sono gli adulti stessi ad affiancare e supervisionare i giovani, favorendo con le loro incursioni un pensiero critico e un dibattito sul mezzo. Oltre alla semplice attività di chat, su Qwert si possono condividere aggiornamenti pubblici, ci si può taggare nei contenuti degli amici, e si possono frequentare delle stanze tematiche in cui discutere di temi “scottanti” come la sessualità e l’affettività assieme ad esperti (il personale dellUlss 9) a disposizione per chiarire i dubbi.

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Ad oggi gli iscritti a Qwert sono più di 1630, con una media di 350 utenti attivi al giorno, 5.800 gruppi creati e oltre 2000 discussioni postate. Per i membri della community sono state organizzate anche numerose attività di aggregazione nel mondo “fisico” come raduni, flash mob, cacce al tesoro o mercatini di Natale.

Il prossimo passo di questo progetto in continua crescita è l’adattamento della piattaforma ai dispositivi mobili e la creazione di una mappa territoriale che i ragazzi potranno arricchire, geo-taggandosi, di foto e video legati ai singoli luoghi.

Cosa pensate dell’iniziativa trevigiana? Credete che possa servire ad educare i giovani all’uso corretto dei social? Diteci la vostra!

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