Archive | gennaio, 2014

Come usare i Big Data nell’istruzione

31 Gen

Quello di Big Data è senza dubbio il concetto chiave degli ultimi anni. Utilizzati in tutti i tipi di aziende per identificare e prevedere i trends di consumo, i dati prodotti dagli utenti in Rete offrono enormi potenzialità anche al campo dell’istruzione tramite il doppio processo di Data Mining e Learning Analytics. Non a caso, sono stati identificati come una delle maggiori tendenze nel settore.

tunnel-data

COME FUNZIONANO

Ogni attività di studio online genera dati e statistiche che vengono archiviate in un database. Analizzarle ed interpretarle permette di offrire all’utente un’esperienza di e-learning sempre più personalizzata e modellata sulle sue esigenze. Possiamo scoprire quanto tempo impiega nello studio, quali sono i suoi interessi o che tipo di approccio metodologico preferisce, così da proporgli per le sessioni successive materiali che lo facilitino nell’apprendimento. Il processo sarà tanto più semplice e accurato quanto più si diffonde l’istruzione online, e può trovare applicazione anche al di fuori del web: pensate ad una classe che, oltre alle ore di lezione canoniche in aula, inserisca nel programma attività di e-learning collaterali. In base ad esse, e grazie ai dati generati, l’insegnante potrà conoscere un po’ meglio i suoi allievi e proporre attività educative personalizzate ed adeguate al loro livello anche tra le mura scolastiche.

DATA MINING

Il processo di Data Mining sfrutta i dati prodotti dall’utente durante la sua esperienza di e-learning per sviluppare nuovi tool ed algoritmi allo scopo di scovare patterns significativi.

Data-Minning

In ambito educativo, il Data Mining può rispondere alle seguenti domande:

  • Quali argomenti sono più efficaci per l’apprendimento di uno specifico studente?
  • Quali azioni dello studente corrispondono al raggiungimento di voti e livelli d’istruzione più elevati?
  • Quali azioni indicano soddisfazione e provocano l’engagement dello studente? 
  • Quali caratteristiche della piattaforma di e-learning portano ad un’esperienza di e-learning più efficace e produttiva?

LEARNING ANALYTICS 

Le statistiche sull’attività di apprendimento (learning analytics) applicano tools e tecniche su larga scala nel sistema educativo.

Permettono di rispondere alle seguenti domande:

  • Quando sono pronti gli studenti a passare all’argomento successivo?
  • Quando uno studente è a rischio di non arrivare a completare il corso? 
  • Che voto riceverà lo studente senza intervento esterno?
  • Lo studente ha bisogno del supporto di un consulente o tutor?

Ovviamente sono stati rilevati anche dei lati negativi nell’utilizzo dei Big Data nell’istruzione, in particolar modo su temi sensibili quali il rispetto della privacy e il dispendio di tempo e risorse economiche impiegate nell’analisi. Capire e interpretare i dati, isolando quelli realmente utili da quelli superflui, è infatti un’attività che non può essere svolta dal singolo insegnante ma esige quasi sempre l’impiego di professionisti.

process

E voi, ritenete maggiori i vantaggi o gli svantaggi derivati dall’utilizzo di Data Mining e Learning Analytics nell’istruzione? Diteci la vostra nei commenti!

Education Gamification: i migliori casi del 2013

24 Gen

Non è un mistero: l’approccio ludico è, nell’istruzione, uno dei più coinvolgenti. Nell’anno trascorso il trend della cosiddetta gamification si è diffuso in modo massiccio negli States, portando sempre più scuole ad utilizzare videogame e giochi di ruolo come strumenti abituali per l’apprendimento in aula. I risultati sono stati così incoraggianti da spingere il Dipartimento dell’Educazione ad investire grosse somme di denaro per finanziare lo sviluppo di piattaforme dedicate. Emblematico, in tal senso, il fatto che più della metà delle 20 aziende di education technology vincitrici del Small Business Innovation Research Award (SBIR) 2013 siano legate al gioco.

Basandoci su una valutazione molto completa del sito http://www.gamification.co, abbiamo voluto proporvi le tre tendenze americane più innovative che si sono verificate nel 2013 in fatto di educazione tramite il gioco. Chissà che non servano di ispirazione anche a qualche istituto italiano…!

1. INSEGNARE GEOGRAFIA CON GLI ZOMBIE

Il progetto “Zombie-based learning” è stato sviluppato da David Hunter, professore in una scuola media a Washington, e successivamente adottato da sempre più istituti scolastici americani.
L’idea è quella di sfruttare un interesse condiviso dalla maggior parte degli adolescenti per rendere più appassionante lo studio della geografia. Per farlo, Hunter ha sostituito i tradizionali libri di testo con una graphic novel dal titolo “David Reckon”, da lui stesso ideata assieme ad un team di fumettisti professionisti. Il supporto narrativo intrattiene i ragazzi avvalendosi di un’avventura e del set di un’apocalissi zombie per trasmettere nozioni presenti nei programmi di geografia canonici, quali i flussi migratori o il riscaldamento globale.

Una pagina della Graphic Novel di David Hunter

Una pagina della Graphic Novel di David Hunter

Il curriculum di Hunter è stato progettato in modo flessibile, auspicandone l’adozione da parte di qualunque altro insegnante ed istituto scolastico del mondo. Sul website dedicato, zombiebased.com, sono presenti numerose informazioni per i formatori potenzialmente interessati, oltre ad una community per l’interazione con gli altri utenti, un video esplicativo e il materiale in pdf della prima lezione del curriculum zombie scaricabile gratuitamente.

2. MINECRAFT EDU 

Minecraft è un gioco online di simulazione in cui gli utenti sono chiamati a costruire edifici e dar vita ad intere civiltà. Negli ultimi anni è diventato sempre più popolare nelle scuole dei paesi anglofoni, dove sono numerosi gli insegnanti che ne hanno colto le potenzialità a livello educativo.
Joen Levin, professore di informatica a New York, ha fatto un passo avanti sviluppando MineCraftEdu, una versione del gioco pensata appositamente per l’insegnamento. Il successo è stato tale che MinecraftEdu è oggi parte del curriculum di 1000 istituti scolastici americani e uno svedese.  Sono inoltre stati creati un forum e un blog dove gli insegnanti che hanno inserito MineCraftEdu nel programma scolastico possono scambiarsi dubbi ed ulteriori idee di utilizzo.

Uno screen shot da MinecraftEdu

Uno screen shot da MinecraftEdu

Il gioco è stimolante soprattutto per lo studio della storia, in quanto civiltà antiche come quella romana possono essere ricostruite dagli studenti applicando in modo più creativo le nozioni apprese in teoria.

Tra gli ulteriori vantaggi dell’impiego di Minecraft in classe ci sono poi:
– Sviluppo delle capacità di problem solving (possibili soluzioni ad un problema possono essere trovate e messe in pratica nel mondo virtuale)
– Motivazione all’apprendimento
– Miglioramento delle relazioni umane (nella community virtuale di Minecraft, dove ad ogni rapporto instaurato corrisponde una conseguenza concreta, i ragazzi imparano il valore di una corretta interazione con gli altri)

 3. WORLD OF CLASSCRAFT (WoC)

Basato sul modello di World of Warcraft, videogame di ruolo di grande successo, World of Classcraft trasforma le lezioni in una vera e propria avventura.
Gli studenti possono scegliere una tra tre classi disponibili, e guadagnare poteri speciali o punti extra attraverso le azioni positive compiute in aula. Al posto dei mostri da sconfiggere ci sono i compiti per casa; invece delle battaglie, dei test cognitivi. Per superare i livelli e guadagnare altre abilità che permettano di avanzare nel gioco è necessario aiutare i compagni di classe o rispondere correttamente a delle domande. Il punto di forza del gioco, che lo rende adottabile da un numero potenzialmente infinito di scuole, è che può essere adattato a qualunque materia.

Per tenere traccia delle attività degli studenti sul gioco, gli sviluppatori di World of Classcraft hanno creato un’interfaccia web-based per insegnanti, che possono così accedere agli eventi online ed attribuire punti-esperienza agli allievi.

_gamification3

Cosa pensate della gamification? Pensate che l’integrazione di videogame nei programmi scolastici possa avere un reale futuro anche nelle scuole italiane? Diteci la vostra nei commenti!

I 5 post più letti di Forma nel 2013

17 Gen

Gennaio è il mese tradizionalmente dedicato ai bilanci. Per questo, statistiche alla mano, abbiamo voluto condividere con voi i nostri cinque post più letti dell’anno appena trascorso. Se ve li siete persi, è il momento giusto per rimediare!

Top5-Drobo

1. Università pubblica: quanto sei social?

L’indagine comparativa di Forma volta a misurare l’attività social dei cinque atenei classificati come i più virtuosi d’Italia dal Ministero dell’Istruzione. Saranno virtuosi anche online? Guardate cos’abbiamo scoperto!

2. 10 piattaforme per creare un sito o blog scolastico

La nostra selezione di piattaforme e tools gratuiti per aiutarvi a creare in poco tempo un website scolastico degno d’attenzione. Li avete provati?

3. Infografare il proprio CV: l’ultima tendenza del self- promotion

Il visual content si conferma come il principale trend della comunicazione web per il 2014. Il momento giusto per andare a ripescare questo post, in cui abbiamo testato per voi i migliori website per la creazione di CV davvero innovativi!

4. Instagram e scuola, la situazione in Italia 

Un’altra indagine di Forma, volta ad analizzare l’utilizzo di Instagram da parte degli istituti scolastici italiani. Scoprite chi e in che modo ne fa uso!

5. Fare il check in sulle tracce di un libro: il progetto di Rizzoli e Foursquare

L’interessante progetto di Rizzoli e Foursquare che coniuga letteratura e tecnologia: visitare le ambientazioni dei libri, apprendendo informazioni utili attraverso il proprio smartphone, potrebbe essere un’idea da sfruttare anche in senso educativo.

top5forma_1

Quali argomenti vi piacerebbe veder trattati o approfonditi da Forma nel 2014? Ditecelo nei commenti: il vostro parere ci sarà d’ispirazione!

10 professioni in voga che non esistevano 5 anni fa

10 Gen

Siete alla ricerca della professione adatta a voi? Forse possiamo offrirvi qualche ispirazione! Per cominciare in bellezza il 2014, abbiamo voluto passare in rassegna dieci professioni oggi in voga che soltanto cinque anni fa non esistevano affatto. Per farlo, ci siamo basati sui dati forniti ed infografati da LinkedIn in seguito all’analisi comparativa di 259 milioni di profili iscritti al social network. Titoli oggi molto diffusi e ambiti risultavano pressochè inesistenti nel 2008. I maggiori trend? Ovviamente tecnologia e fitness!

newbusiness

1. Sviluppatore IOS: oggi 142 volte più diffusa rispetto al 2008, la professione è decollata in seguito al lancio (in quello stesso anno) dell’app store e del sistema operativo iOS 2. L’iPhone è stato invece presentato nel 2007.

2. Sviluppatore Android: diretto concorrente dello sviluppatore iOS, contribuisce a dimostrare la crescita dell’industria (e dell’utilizzo!) degli smartphone con una presenza di 199 volte superiore a quella di 5 anni fa. La piattaforma Android è stata annunciata nel 2007, e il primo dispositivo dotato di tale sistema è uscito in commercio l’anno seguente.

3. Istruttore di Zumba: la disciplina della zumba, oggi popolarissima in tutto il mondo, ha iniziato a diffondersi massivamente con la sua introduzione nei centri fitness degli Stati Uniti. Nel 2008, su LinkedIn, soltanto 16 utenti si dichiaravano istruttori di Zumba. Oggi sono 6.331.

Fitness dance

4. Social Media Intern: Facebook, Twitter, Youtube e lo stesso LinkedIn sono tutt’oggi all’apice della popolarità. Con la loro diffusione massiva e l’utilizzo sempre più frequente per campagne strategiche di marketing e comunicazione, sono passati dall’essere un semplice strumento di contatto con gli altri ad una concreta opportunità professionale. Dal 2008 ad oggi i profili sono aumentati di 174 volte.

5. Data Scientist: una delle professioni emergenti oggi in assoluto più richieste sul mercato internazionale, prevede l’analisi ragionata del flusso di dati che produciamo quotidianamente online. A fine Novembre 2013 risultavano esserci 4323 Data Scientist su LinkedIn, contro i 142 di cinque anni fa.

6. User Interface/User Experience Designer: con l’utilizzo sempre più smodato di web e mobile app, la realizzazione di interfacce interattive si è fatta sempre più necessaria. Enti, aziende ed individui che vogliano essere presenti online hanno bisogno di rendere l’esperienza di navigazione facile ed agevole per il loro target. Ecco perchè non stupisce che chi se ne occupa sia oggi 22 volte più presente e richiesto di quanto accadesse nel 2008.

7. Data Architect: il concetto di “Big Data” è stato coniato nel 2008. Per questo la figura professionale del Data Architect, incaricato della loro organizzazione e gestione finalizzata al raggiungimento di obiettivi strategici, non esisteva prima di quell’anno. Oggi si contano su LinkedIn 3.440 professionisti nel settore.

8. Beachbody Coach: distrubutore di prodotti per il fitness del programma BeachBody LLC, ha sperimentato un vero e proprio boom negli ultimi anni. La volontà di essere ed apparire in forma ha portato questa figura professionale a passare dai 0 ai 3360 rappresentanti su Linkedin nel giro di 5 anni.

9. Cloud services specialist: il cloud computing è un insieme di tecnologie che permettono di archiviare ed elaborare dati grazie all’utilizzo di risorse distribuite in Rete. Le prime compagnie ad applicarle al business sono state Salesforce.com ed Amazon nei primi anni 2000. Negli ultimi anni la diffusione di tali sistemi è stata tale da portare i Cloud Services Specialist ad essere oggi 17 volte più numerosi rispetto al 2008.

10. Digital Marketing Specialist: come già ribadito, negli ultimi anni la diffusione delle piattaforme web e social è stata tale da fare del digital marketing uno strumento imprescindibile per la maggior parte delle aziende mondiali. Le figure professionali del settore sono sempre più richieste ed oggi corrispondono a 2886 profili su LinkedIn (contro gli appena 166 del 2008).

digitalMarketing

Avete trovato, tra queste, la professione che esercitate o a cui ambite? E quali pensate che possano essere le figure oggi poco conosciute che andranno per la maggiore tra cinque anni? Diteci la vostra nei commenti!