Archive | maggio, 2014

Classroom: il nuovo tool di Google per le scuole

30 Mag

Google è sempre più attivo nel mondo della scuola. Recentissima è, infatti, l’introduzione di Classroom, un nuovo strumento di Google Apps for Education che integra tool già rilasciati e consolidati del colosso di Mountain View quali Google Doc, Drive e Gmail con il fine di agevolare gli insegnanti nella creazione, assegnazione e organizzazione dei compiti.

googleclassroom

Progettato assieme ai docenti stessi, il servizio è attualmente disponibile in anteprima solo per un numero limitato di educatori che ne facciano richiesta. Da Settembre, sarà invece messo a disposizione di tutti gli istituti scolastici che già utilizzano la suite Google Apps for Education  (può essere richiesta registrandosi qui )

Sfruttando Documents, Google Classroom consente ai docenti di creare i compiti da assegnare, scegliendo se realizzare un foglio singolo o distribuirne automaticamente una copia a ciascuno studente. Quest’ultimo, una volta completato l’esercizio, potrà riconsegnare virtualmente l’elaborato all’insegnante attraverso la piattaforma stessa, con evidente risparmio di tempo e senza utilizzare supporti cartacei. Gli insegnanti possono infatti visualizzare rapidamente chi ha completato il compito e fornire un feedback in tempo reale; mentre gli studenti vedranno con facilità quali sono i compiti a loro assegnati. Tutti i materiali della classe e vengono automaticamente archiviati in cartelle apposite su Google Drive, per una miglior organizzazione del lavoro.

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Su Google Classroom anche la comunicazione è fortemente stimolata: gli insegnanti possono infatti pubblicare annunci e porre domande agli studenti, mentre questi ultimi possono a loro volta rispondere ai post o pubblicarne di nuovi, aiutando i compagni e cooperando tra loro.

Una video-preview di Google Classroom

E voi, cosa pensate di questo nuovo servizio di Google? Dateci il vostro parere nei commenti! 

JOBIJOBA: Il motore di ricerca che ti suggerisce il lavoro più adatto a te

23 Mag

Se vi è capitato di dover cercare lavoro su Internet, vi sarete senz’altro accorti che l’impresa non è delle più facili. Frammentazione delle informazioni, doppioni di annunci, risultati di ricerca poco pertinenti sono solo alcuni dei problemi più comuni. É tenendoli bene a mente che Tomas Allaire e François Goube, ingegneri francesi a capo della startup Allgoob, hanno fondato Jobijoba: motore di ricerca intelligente, non si limita a restituirti le offerte più in linea con le tue esigenze, ma ti suggerisce addirittura le professioni più adatte a te. Inoltre ti aiuta a redigere e impaginare in modo più efficace il Curriculum Vitae.

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Ecco come funziona: basato sulla tecnologia semantica, il sito analizza le parole utilizzate dall’utente nella sua ricerca per restituirgli annunci direttamente legati ad essa e ulteriori suggerimenti a cui non aveva necessariamente pensato. Inoltre, inserendo le proprie competenze, JobiJoba suggerisce professioni per cui quella competenza è fortemente richiesta. Ad esempio, per “Java” si viene re-indirizzati a offerte di lavoro quali web developer e analista programmatore.

Altri aspetti utili della piattaforma sono la capacità di riconoscere offerte di lavoro uguali, sfoltendo così in automatico i risultati di ricerca; una rassegna di siti e blog con notizie e tips utili sul tema del lavoro, ed una vasta gamma di informazioni e commenti di ex-dipendenti in merito alle aziende che cercano personale. Tutti questi servizi sono personalizzati a seconda della Nazione di riferimento (Jobijoba è presente in 10 Paesi diversi, tra cui l’Italia) e hanno come scopo principale quello di facilitare e rendere il più possibile efficace la ricerca di impiego. Proprio per questo, per l’utenza italiana è stato aperto uno spazio denominato “il mio CV” in cui, dopo aver importato il cv dal computer o direttamente dai social network, si ricevono indicazioni sulle informazioni mancanti, dritte per un’impaginazione più accattivante e consigli per una compilazione in linea con le richieste del mercato.

In un prossimo step, inoltre, l’analisi dei big data permetterà di rendere il servizio ancora più a misura d’uomo: per esempio, potranno venire forniti suggerimenti di carriera personalizzati sulla base dell’osservazione di curriculum, successi professionali e storia lavorativa di persone con profili simili a quelli del candidato.

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E voi? Quali piattaforme usate abitualmente per cercare lavoro online? Raccontatecelo nei commenti! 

5 iPad app per la scrittura creativa

16 Mag

Siete tra i sostenitori dell’uso dell’iPad a scuola? Allora ecco 5 app che vi aiuteranno a stimolare la creatività degli studenti di elementari, medie e altri gradi di istruzione. Un’alternativa valida e divertente ai più classici esercizi in classe per sviluppare le loro abilità di scrittura e prendere dimestichezza con la lingua inglese!

1. Writer’s Studio 

Perfetta per gli studenti delle scuole elementari e medie, questa app estremamente dinamica permette di creare veri e propri storybook in cui la narrazione scritta si accompagna a clip art, immagini e file audio facilmente importabili dal proprio dispositivo. É inoltre possibile esportare e condividere il risultato finale.

Uno screen shot da Writer's Studio

Uno screen shot da Writer’s Studio

2. Write about this 

L’ideale per trovare ispirazione! Write about this genera immagini e copioni di scrittura che aiuteranno gli studenti a trovare idee per il soggetto della loro storia: ce ne sono in abbondanza, suddivise per categorie tematiche. Consigliata per alunni delle scuole elementari e – perché no? – per chi vuole imparare la lingua inglese in modo un po’ più creativo.

La app Write About This

La app Write About This

3. Writing Challenge

Cosa c’é di meglio di un gioco per incoraggiare gli studenti a dare il meglio di sé nella scrittura? Writing Challenge può essere utilizzata individualmente, per l’intera classe o per piccoli gruppi di studenti. Ad ogni studente verrà fornito un soggetto e un countdown che si attiverà all’inizio dell’attività. L’obiettivo è sviluppare il soggetto in una storia vera e propria prima che il tempo scada. Una volta che questo avvenga, si passerà ad un livello successivo in cui verrà chiesto di incorporare altri elementi al racconto.

Uno screen shot da Writing Challenge

Uno screen shot da Writing Challenge

4. Book Writer 

Adatto a studenti di tutte le età, permette di creare facilmente eBook di alta qualità che possono includere audio, video e canzoni nelle singole pagine. Chiunque abbia dimestichezza con Keynote o Pages non avrà difficoltà ad approcciarsi al layout di Book Writer. Una volta completati, gli eBook possono essere letti nel formato PDF o come iBooks.

Uno screen shot da Book Writer

Uno screen shot da Book Writer

5. Writing Prompts For Kids

Altra app per alunni in cerca di idee. Dispone di quattro tasti che permettono ai bambini di trovare l’argomento perfetto per la loro storia associando in modo random situazioni, personaggi, oggetti e ambientazione. La creatività sarà abbondantemente stimolata!

Uno screen shot da Writing Promts for kids

Uno screen shot da Writing Promts for kids

E voi, conoscete altre app valide per lo sviluppo della scrittura creativa? Segnalatecele nei commenti! 

Facebook predice la performance sul lavoro

9 Mag

Occhio a quello che pubblicate su Facebook: potrebbe aiutarvi a trovare lavoro!

Una ricerca effettuata negli Stati Uniti da Richard Landers e Katelyn Canavanaugh della Old Dominion University  ha dimostrato che quello che postiamo sui nostri profili non soltanto evidenzia i tratti della nostra personalità, ma è addirittura in grado di predire il nostro comportamento e le nostre performance sul lavoro.

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Su Facebook è infatti possibile constatare la diligenza e l’estroversione di un soggetto, entrambe qualità potenzialmente interessanti in ambito professionale.

Per diligenza ci si riferisce, in concreto, all’abitudine di svolgere le mansioni nei tempi prefissati, in modo organizzato e completo. Quindi attenti agli aggiornamenti di stato in cui parlate di ritardi, consegne fuori limite e disordine: a un occhio aziendale, potrebbe essere un punto a vostro sfavore!

L’estroversione è invece valutata a seconda della capacità di interagire con le persone e  con il piacere provato da un individuo nel trovarsi all’interno di gruppi numerosi. Essere estroversi, ovviamente, non è un’attitudine richiesta in tutte le professioni (un programmatore informatico, ad esempio, ne può fare a meno) ma di certo è altamente apprezzata  per carriere nel settore delle PR, agenti di commercio, e ogni tipo di lavoro che preveda la necessità di trovarsi faccia a faccia con un pubblico. Si sfata, così, un luogo comune: non sono le foto delle feste con gli amici a mettere a repentaglio la vostra professionalità, ma potrebbero al contrario aiutarvi addirittura ad ottenere un colloquio! Allo stesso modo, non sottovalutate chi commenta i vostri post e in quanti lo fanno: anche il numero di interazioni, per quanto virtuali, è indice di popolarità.

Aggiungiamo di sfoggiare liberamente i vostri talenti, senza timore di apparire presuntuosi. Per le aziende, abilità e le inclinazioni personali sono importanti: se le inserite nel curriculum, perché non dimostrarle anche sulle vostre presenze social?

Per il loro studio, Landers e Cavanaugh hanno chiesto a 146 partecipanti di fare un test di personalità online, riflettendo sulle qualità che pensavano di avere. Allo stesso tempo, un gruppo di observers valutava esternamente alcuni tratti della loro personalità quali gradevolezza, nevrosi, diligenza ed estroversione. L’auto-valutazione e la valutazione esterna sono poi state comparate in relazione alla performance sul lavoro.

Ne è risultato che l’analisi del profilo Facebook delle persone aveva dato una miglior indicazione di successo di quanto avesse fatto chiedere ai soggetti di auto-valutare i tratti del loro carattere. Questo perché non tutti sono in grado di identificare la propria personalità nel contesto puntuale di un test, mentre il profilo Facebook si inquadra in un ecosistema più ampio in grado di fornire un quadro completo della persona e del suo comportamento online per diversi anni della propria vita e in reale comunicazione con altri.

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Ad ogni modo, secondo Landers, per avere un quadro efficace della personalità dell’individuo tramite Facebook, il suo profilo dovrebbe essere scandagliato da almeno dodici persone diverse, in quanto “ciascuno ha un’idea diversa di estroversione e diligenza” e dei fattori che possano indicarle.

Inoltre, Facebook da solo non basta a costituire uno strumento di valutazione in vista dell’assunzione o non assunzione dei candidati, né potrebbe farlo dal punto di vista legale. Può però costituire un valido supporto ai colloqui tradizionali, in vista della decisione definitiva da parte delle aziende. Il consiglio, quindi, è sempre lo stesso: attenti a quello che postate, e alle impostazioni della privacy!

Voi come usate Facebook? Vi è mai capitato di essere stati contattati da un potenziale datore di lavoro tramite i social? Raccontateci le vostre esperienze nei commenti! 

Focus@will: la musica per studiare meglio

2 Mag

Musica sì, o musica no? Almeno metà degli studenti è abituato ad avere un sottofondo musicale mentre studia. Il problema, però, è sempre lo stesso: come sceglierlo? Siamo sicuri che le nostre playlist preferite ci rendano davvero produttivi?  Per toglierci ogni dubbio,  c’è Focus@Will: un servizio di streaming musicale basato sulla neuroscienza. Sviluppato in collaborazione con neurologi e psicologi,  questo tool (disponibile sia in versione web based che sotto forma di app per IOS e Android) fornisce playlist in grado di agire sul sistema limbico del cervello, aumentando così la concentrazione fino al 400%.

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Per riuscirci, parte da basi scientifiche per adeguare tecnologia ed offerta alle esigenze del cervello umano.

A quanto si legge sul sito ufficiale di Focus@Will, ad esempio, i brani mainstream abbassano la soglia di comprensione in quanto composti per entrare in connessione con l’ascoltatore a livello intellettuale ed emotivo. Inoltre, è dimostrato che la voce umana (anche se si esprime in una lingua sconosciuta) tende a distrarre. Per questo, i brani forniti dalla app sono tutti strumentali. Inoltre, la tecnologia di Focus@will comprende tecniche di adattamento audio in grado di riattivare l’attenzione dopo circa 20 minuti, lasso di tempo necessario al cervello ad abituarsi al sottofondo e “assuefarsi” alla musica in riproduzione, annullandone gli effetti stimolanti.

Uno screenshot dal website di Focus@Will

La scelta musicale di Focus@Will è suddivisa in otto canali tematici, che spaziano da generi noti come la musica classica e il jazz a scelte più insolite come uptime electronic.  Il sito spinge gli utenti a scegliere un genere a loro non familiare, per evitare di soffermarsi ad analizzare la musica e massimizzare invece la concentrazione sul lavoro.

Il servizio è disponibile sia in versione gratuita che a pagamento. La prima comprende playlists customizzabili con possibilità di track skipping e preferenze di volume per migliorare l’effetto. La versione a pagamento, invece, include tra le altre opzioni l’interessante servizio di Productivity Tracker per monitorare i risultati ottenuti.

E voi? Avete già usato questo o altri servizi simili? Li avete trovati utili? Fateci avere la vostra opinione nei commenti!