Archivio | luglio, 2014

Internet rende i bambini più intelligenti

25 Lug

La parola “Internet”, associata all’infanzia, assume quasi sempre connotati negativi. E se vi dicessimo che, invece, rende i bimbi più intelligenti? A diffondere e corroborare questo punto di vista anti-convenzionale c’è un’infografica del popolare website Edudemic, di cui abbiamo voluto sottoporvi i punti fondamentali.

Innanzitutto, la premessa: da uno studio di AVG, collosso dell’internet security, risulta che all’età di due anni il 90% dei bambini ha già una propria storia online ed entro i 5 anni il 50% di loro ha già maneggiato un tablet o altro dispositivo connesso al web. All’età di 7/8 anni, la gran maggioranza usa regolarmente i video games. Tutto ciò influirebbe sulle doti dei più piccoli ma non, come si pensa, in modo negativo.

Ad risultare stimolate dall’approccio alla Rete sono, infatti, capacità cognitive quali memoria , pensiero critico o comprensione, interesse nella lettura, capacità di scrittura e persino socialità. Ecco, in dettaglio, in che modo:

CAPACITA’ COGNITIVE

Memoria: Google sviluppa la memoria transitiva, un concetto elaborato circa una trentina di anni fa per cui le persone si dividono lo sforzo di ricordare certi tipi di informazioni comuni, così da non duplicarle nei loro cervelli. Internet ci consente di avere accesso immediato a tutte quelle nozioni che, nella nostra mente, sono incomplete, andando a riempire le nostre lacune e generando un autentico sistema di sapere condiviso che – di fatto – ci mette continuamente a contatto con altri individui.

– Problem Solving: utilizzando il web, i ragazzi sono spronati a cercare informazioni e soluzioni in autonomia, anziché aspettare l’aiuto di un insegnante o di un tutor. Studi su bambini di 4 o 5 anni hanno dimostrato che l’utilizzo dei computer  è stato in grado di aumentare il loro QI di sei punti nell’arco di 9 mesi.

– Pensiero critico: Cercando informazioni sul web, i ragazzi sono indotti a riconoscere il materiale utile da quello innecessario o poco attendibile, sviluppando la loro capacità di discernere la qualità delle fonti.

– Astrazione: Numerosi giochi e tool presenti online aiutano i ragazzi ad imparare concetti altrimenti astratti di matematica ed altre materie.

– Comprensione: studi hanno dimostrato che i ragazzi con una connessione ad internet in casa ottengono voti migliori.

INTERESSE NELLA LETTURA

– Da una ricerca risulta che il 62% dei ragazzi preferisce un libro di testo vero e proprio alla lettura su internet. Il web viene però utilizzato per saperne di più sull’autore, cercare i libri disponibili presso la biblioteca locale ed ottenere consigli sui prossimi testi da consultare.

– Presentare testi digitali accanto a dizionari tradizionali nelle scuole materne ed elementari migliora inoltre la comprensione fonologica, il vocabolario e l’abilità di lettura degli studenti.

SVILUPPO DELLE CAPACITA’ DI SCRITTURA

– Oggi i ragazzi sono abituati ad esprimere quotidianamente i loro pensieri mediante social network, messaggistica istantanea ed e-mail. Ciò li ha familiarizzati con il linguaggio scritto, rendendoli più veloci nella stesura dei testi e più accurati nella loro composizione. Uno studio dellUniversità di Stanford ha raccolto 877 testi scritti da studenti del primo anno nel 2006 e li ha paragonati a quelli delle “matricole” del 1986, 1930 e 1917. Il risultato è un netto miglioramento nella forma e nella struttura: i testi del 2006 risultano più lunghi, accurati e supportati da documentazioni rispetto a quelli del passato, non abituati alla ricerca di informazioni e alla digitazione online.

SVILUPPO DELLA SOCIALITA’

– L’uso di social network, messaggistica ed e-mail favorisce i rapporti sociali, rendendo più facile anche ai bambini più timidi interfacciarsi ai propri coetanei. Inoltre, il web mette oggi in contatto i ragazzi con persone di altri Paesi e culture, con l’evidente conseguenza di stimolare la loro apertura mentale.

L'infografica del sito Edudemic

L’infografica del sito Edudemic

Cosa pensate delle conclusioni tratte da Edudemic? Siete d’accordo con il punto di vista secondo cui internet beneficia lo sviluppo dei bambini o ritenete, invece, che un approccio alla tecnologia in troppo tenera età sia rischioso? Diteci la vostra nei commenti!

Le città e le regioni preferite dagli insegnanti italiani

18 Lug

Italiani, popolo di migranti. Soprattutto se si parla di istruzione. In occasione dell’aggiornamento delle cosiddette “graduatorie ad esaurimento”, che ogni tre anni fotografano gli spostamenti degli insegnanti abilitati sul territorio nazionale, VoglioIlRuolo.it ha realizzato un sondaggio in grado di rivelare le intenzioni di trasferimento dei nostri docenti.

Il risultato? La Toscana è la regione più ambita, con Firenze in testa anche per l’insegnamento delle discipline scientifiche e, in generale, ai giovanissimi. Il maggior esodo colpisce la Sicilia, luogo da cui il maggior numero di insegnanti sembra voler emigrare, mentre Roma è la prediletta per chi insegna materie di area umanistica. La grande sorpresa, rispetto alle ultime graduatorie del 2011, è costituita dalla presenza di centri medio piccoli quali Gorizia e Mantova nella TOP 5 delle province più richieste per l’insegnamento nelle scuole dell’infanzia. Da segnalare anche la scomparsa di Milano dalle città più richieste per l’insegnamento nelle primarie. Ma ecco, a seguire, i dati dettagliati, emersi da un sondaggio che ha coinvolto 5334 insegnanti italiani, il 64% dei quali si è dichiarato intenzionato ad emigrare a causa delle insoddisfacenti condizioni lavorative all’interno della propria provincia.

Le intenzioni migratorie degli insegnanti italiani fotografate da VoglioIlRuolo

Le intenzioni migratorie degli insegnanti italiani fotografate da VoglioIlRuolo

TOP 5 – LE REGIONI PIÚ RICHIESTE DAGLI INSEGNANTI

1. Toscana [17,3% dei docenti con inclinazione al trasferimento]
2. Lombardia [14%]
3. Piemonte [12,7%]
4. Lazio [11, 2%]
5. Emilia Romagna [9,6%]

TOP 5 – REGIONI DI PROVENIENZA DEGLI INSEGNANTI INTENZIONATI AD EMIGRARE

1. Sicilia [27% dei docenti con inclinazione al trasferimento]
2. Campania [11,8%]
3. Lombardia [9,6%]
4. Lazio [7,6 %]
5. Calabria [7,5%]

Le intenzioni migratorie degli insegnanti italiani fotografate da VoglioilRuolo

Le intenzioni migratorie degli insegnanti italiani fotografate da VoglioilRuolo

 

TOP 5- CITTA’ PIÚ RICHIESTE (SCUOLE PRIMARIE)

1. Firenze
2. Roma
3. Torino
4. Mantova
5. Bologna

TOP 5 – CITTA’ PIÚ RICHIESTE (SCUOLE DELL’INFANZIA)

1. Firenze
2. Milano
3. Roma
4. Mantova
5. Gorizia

TOP 5- CITTA’ PIÚ RICHIESTE (AREA SCIENTIFICA)

1. Firenze
2. Torino
3. Mantova
4. Bologna
5. Prato

TOP 5 – CITTA’ PIÚ RICHIESTE (AREA UMANISTICA)

1. Roma
2. Milano
3. Torino
4. Pistoia
5. Venezia

TOP 5 – CITTA’ PIÚ RICHIESTE (LINGUE E CIVILTÁ STRANIERE)

1. Roma
2. Taranto
3. Alessandria
4. Firenze
5. Reggio Emilia

I dati sembrano di per sé immortalare in cui a prevalere è il flusso migratorio dal Sud al Centro e Nord Italia, con l’unica eccezione di Taranto che risulta essere tra le mete più auspicabili per chi insegna lingue e civiltà straniere.

convenzione-aziendale

Cosa pensate di questi risultati? Voi in quale città o regione vorreste trasferirvi, e perché? Dateci il vostro parere nei commenti!

Barefoot World Atlas: la app che porta i bambini alla scoperta del mondo

11 Lug

Esplorare il mondo divertendosi, senza nemmeno uscire dalle aule di scuola: a renderlo possibile è Barefoot World Atlas, una app per uso didattico che stimola l’interesse dei più piccoli rendendo più affascinante lo studio della geografia.

BAREFOOT BOOKS BAREFOOT WORLD ATLAS

Il funzionamento si basa sull’interazione degli alunni con un mappamondo 3D che i bambini possono ruotare ed ingrandire per andare alla scoperta di fatti, usanze e aspetti culturali di ogni singola regione del globo. Una volta zoomato sull’area di interesse, avranno infatti accesso – tramite icone – a foto, animazioni e disegni di alta qualità, brevi testi (che potranno leggere autonomamente o farsi leggere dalla voce pre-installata), e dati aggiornati in tempo reale. Cliccando sulla bandiera del Paese prescelto, ad esempio, si potranno visualizzare le attuali condizioni climatiche, la distanza dal luogo in cui ci si trova, l’ora locale e addirittura il tasso d’inquinamento atmosferico.

I benefici di Barefoot World Atlas come supporto all’apprendimento derivano dalle molteplici nozioni veicolate dalla app, che riesce ad incuriosire i bambini con 100 topic diversi che comprendono dati su cultura, scienza, storia, arte, gastronomia, paesaggi naturali e aneddoti curiosi. Un ulteriore aspetto multimediale è dato dalla presenza di una colonna sonora che cambia in funzione dell’area geografica selezionata, presentando così anche un campionario della musica tradizionale di ogni popolo.

Barefoot World Atlas è disponibile (a pagamento) per iPhone, Ipad e Ipod Touch. È stato inserito anche un expansion pack che comprende puzzle e giochi per testare le conoscenze apprese grazie alla app, approfondimenti su specifiche aree tematiche come le metropoli del mondo o il Nord America e persino un’attualissima feature dedicata al calcio mondiale.

Un video di presentazione della app Barefoot World Atlas

E voi? Conoscete qualche app per la didattica che vi ha particolarmente entusiasmato e volete segnalarcela? I commenti sono a vostra disposizione!

 

Snapshot for schools: il nuovo tool di Edmodo per le scuole

4 Lug

Edmodo è probabilmente una delle piattaforme didattiche più diffuse e conosciute al mondo. Con una grafica molto simile a quella di Facebook, permette di gestire la propria classe come un gruppo virtuale, incentivando la collaborazione tra studenti, insegnanti e genitori in un ecosistema sicuro.

Una delle sue caratteristiche è la continua introduzione di app e feature aggiuntive volte a migliorare l’esperienza degli utenti. L’ultima in ordine di tempo è Snapshot for school, annunciata lo scorso 30 giugno sul blog ufficiale e al momento rivolta soprattutto ai cittadini statunitensi.

Snapshot_Schools_logo

Più che di un nuovo tool si tratta, in realtà, di un’espansione di Edmodo Snapshot, lanciata ad Aprile, e delle feature di amministrazione che già erano state messe a disposizione dei docenti su Edmodo. Tra queste segnaliamo la generazione di test e quiz basati sul programma scolastico di riferimento, la possibilità di monitorare i progressi sia del singolo studente che dell’intera classe, e il motore di content reccomendation in grado di identificare e suggerire i materiali didattici da assegnare agli studenti per migliorare la loro performance.

Quali sono, allora, le novità di Snapshot for schools? Presto detto. Innanzitutto, il tool non si rivolge individualmente a docenti e classi, ma ad un intero sistema scolastico, calibrando così i progressi degli studenti sugli standard educativi locali e nazionali e incentivando il confronto tra istituti.

Le scuole o i distretti scolastici che richiederanno il pacchetto avranno inoltre a disposizione:

Insight aggiornati in tempo reale, in grado di fornire un feedback che permetta agli amministratori di capire in quali materie o argomenti gli studenti hanno bisogno di un supporto ulteriore.

Community di Professional Learning: Snapshot for schools evidenzierà infatti i successi dei docenti e permetterà di costruire gruppi in cui essi possano collaborare tra loro, scambiandosi idee e discutendo sulle metodologie di insegnamento.

Integrazione perfetta: Il tool è infatti integrato nello stesso Edmodo, perciò non comporterà difficoltà di utilizzo per chi è già abituato alla piattaforma.

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Due screenshot da Edmodo Snapshot for schools

Due screenshot da Edmodo Snapshot for schools

Agli early adopters di Snapshot for schools sarà anche data la possibilità di testare Edmodo Practice, un altro tool interessante che provvede contenuti customizzabili in linea con gli standard educativi locali. A mezzo di un’interfaccia intuitiva, gli studenti saranno spronati a scegliere i loro preferiti e personalizzare come desiderano l’esperienza di apprendimento.

E voi, avete mai usato Edmodo? Se sì, quali feature avete trovato più utili? Raccontatecelo nei commenti!