Quello che gli insegnanti possono imparare dai programmatori

5 Set

Se pensate che insegnanti e programmatori di software non abbiano niente in comune, noi siamo qui per farvi ricredere! Secondo edsurge.com, popolare website dedicato al mondo dell’edtech, l’applicazione di alcune routine professionali del settore informatico potrebbe rendere visibilmente più efficace l’attività di allievi e docenti tra i banchi di scuola.

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In concreto, parliamo del cosiddetto  “scrum”: framework di sviluppo che i software engineers usano per realizzare in breve tempo prodotti dai più semplici ai più complessi. Alla base della sua gestione ci sono due tipologie chiave di meeting: gli sprint (che si tengono ogni 1/3 settimane) e gli “stand up”, giornalieri. Durante gli sprint si stabiliscono gli obiettivi a lungo termine, il cui raggiungimento o mancato compimento sarà constatato all’appuntamento successivo, con una discussione sui risultati ottenuti e le strategie da modificare.

Gli stand up sono, invece, brief giornalieri di 10/15 minuti ciascuno che servono a tenersi aggiornati sui progressi tra uno sprint e l’altro. Seguono un protocollo fisso, in quanto ogni membro del team è chiamato a condividere tre cose:

1) Azioni fatte ieri
2) Azioni da compiere oggi
3) Ostacoli incontrati nella realizzazione delle azioni

Il processo "scrum" illustrato schematicamente

Il processo scrum illustrato in modo schematico

Applicare quest’approccio garantisce comunicazione costante, focus sui risultati, real- time problem solving e collaborazione reciproca. Ad ogni stand up, infatti, i membri del team condividono le difficoltà che si frappongono tra loro e il raggiungimento degli obiettivi (quelle che i programmatori di software chiamano blockers) in modo che il resto del gruppo possa avanzare consigli o possibili soluzioni.

A livello scolastico, un sistema simile allo scrum può essere adottato con profitto sia dagli insegnanti che dagli studenti.

I primi possono applicarlo in classe: utilizzare sprint e stand up può essere un modo di approcciarsi ai progetti e programmi curriculari aiutando gli allievi a visualizzare i progressi e riflettere su di essi, con un surplus motivazionale. Allo stesso modo, il sistema può essere utilizzato con i colleghi, così da essere in grado di coordinare le attività svolte per un sistema educativo nel complesso più strutturato e multidisciplinare.

Gli studenti, invece, possono pensare all’utilizzo di riunioni a lungo termine e brevi aggiornamenti quotidiani per l’organizzazione di attività quali assemblee di classe, attività sportive, gruppi di studio e lavori o presentazioni di gruppo.

La discussione, inoltre, può anche essere applicata al mondo del web: i meeting fisici possono essere sostituiti o corroborati dalla condivisione di riflessioni, obiettivi, ostacoli e soluzioni su spazi online quali blog, google docs, twitter, etc.

E voi, come gestite o gestireste le attività di gruppo a scuola? Raccontatecelo nei commenti!

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