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Bibliotech, la biblioteca senza libri di San Antonio

22 Feb

Si chiama BiblioTech, ed è la prima biblioteca pubblica senza libri al mondo. La notizia, che in questi giorni ha fatto il giro del globo, arriva da San Antonio (Texas) dove il progetto vedrà la luce dal prossimo anno. A promuoverlo Nelson Wolff, giudice della contea di Bexar, che dice di essersi ispirato nientemeno che alla biografia di Steve Jobs. Non a caso, anche gli interni sono stati progettati simili a quelli di qualunque Apple Store. Un progetto “disegnato per – e non adattato a– l’era digitale”, che riconferma il Texas come stato all’avanguardia nel settore dell’e-reading. Esperimenti simili erano,infatti, precedentemente stati svolti soltanto in ambito accademico. Ed era stata proprio l’Università di San Antonio ad inaugurare il trend nel 2010, offrendo ai suoi studenti un sistema bibliotecario interno interamente su supporto digitale. L’esempio è stato poi seguito anche da Drexler (Philadelphia), dove i 170 testi digitali dell’ateneo erano stati resi consultabili solo mediante pc; oppure a Stanford , dove si stanno convertendo in formato digitale moltissimi  manuali di consultazione.

Oltre  diecimila saranno i titoli consultabili alla bibliotech texana, e oltre 150 gli e-reader a disposizione del pubblico (senza contare i pc e i tablet), che potranno essere presi in prestito per un massimo di 15 giorni. Disponibili anche dei lettori digitali a misura di bambino. I rendering della struttura sono disponibili anche sul sito web Corriere.it.

D’altronde, non è una novità che le tecnologie stiano cambiando le modalità di fruizione dei testi. Secondo dati del Wall Street Journal, oltre tre quarti delle biblioteche pubbliche americane hanno in catalogo dei libri in formato digitale, mentre il trentanove per cento ha anche degli e-reader a disposizione dei lettori. Ecco perchè investire oltre un milione di dollari nella costruzione di uno spazio pubblico interamente digitale non è, in fondo, che una ferma scommessa su un trend che ha giá dimostrato d’essere in continua crescita. Noi stessi, da Forma, abbiamo già citato l’e-reading come probabile futuro mezzo d’istruzione.

Futuro dei libri totalmente digitale? Sembrerebbe di sì. Tuttavia, l’opinione pubblica americana resta divisa in merito alla reale necessità di una struttura così costosa: un altro report, pubblicato da un’associazione di editori nella prima metà del 2012, sembra dimostrare infatti che, nonostante l’incremento di utilizzo e diffusione dell’e-book, le vendite del libro cartaceo non sembrano esserne state influenzate.

Il progetto della BiblioTech, in Texas

E in Italia, quale futuro per gli e-book?  Credete che un progetto simile potrà prendere piede anche nel nostro Paese, storicamente legato alla letteratura “classica”?  Fatecelo sapere!