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Internet rende i bambini più intelligenti

25 Lug

La parola “Internet”, associata all’infanzia, assume quasi sempre connotati negativi. E se vi dicessimo che, invece, rende i bimbi più intelligenti? A diffondere e corroborare questo punto di vista anti-convenzionale c’è un’infografica del popolare website Edudemic, di cui abbiamo voluto sottoporvi i punti fondamentali.

Innanzitutto, la premessa: da uno studio di AVG, collosso dell’internet security, risulta che all’età di due anni il 90% dei bambini ha già una propria storia online ed entro i 5 anni il 50% di loro ha già maneggiato un tablet o altro dispositivo connesso al web. All’età di 7/8 anni, la gran maggioranza usa regolarmente i video games. Tutto ciò influirebbe sulle doti dei più piccoli ma non, come si pensa, in modo negativo.

Ad risultare stimolate dall’approccio alla Rete sono, infatti, capacità cognitive quali memoria , pensiero critico o comprensione, interesse nella lettura, capacità di scrittura e persino socialità. Ecco, in dettaglio, in che modo:

CAPACITA’ COGNITIVE

Memoria: Google sviluppa la memoria transitiva, un concetto elaborato circa una trentina di anni fa per cui le persone si dividono lo sforzo di ricordare certi tipi di informazioni comuni, così da non duplicarle nei loro cervelli. Internet ci consente di avere accesso immediato a tutte quelle nozioni che, nella nostra mente, sono incomplete, andando a riempire le nostre lacune e generando un autentico sistema di sapere condiviso che – di fatto – ci mette continuamente a contatto con altri individui.

– Problem Solving: utilizzando il web, i ragazzi sono spronati a cercare informazioni e soluzioni in autonomia, anziché aspettare l’aiuto di un insegnante o di un tutor. Studi su bambini di 4 o 5 anni hanno dimostrato che l’utilizzo dei computer  è stato in grado di aumentare il loro QI di sei punti nell’arco di 9 mesi.

– Pensiero critico: Cercando informazioni sul web, i ragazzi sono indotti a riconoscere il materiale utile da quello innecessario o poco attendibile, sviluppando la loro capacità di discernere la qualità delle fonti.

– Astrazione: Numerosi giochi e tool presenti online aiutano i ragazzi ad imparare concetti altrimenti astratti di matematica ed altre materie.

– Comprensione: studi hanno dimostrato che i ragazzi con una connessione ad internet in casa ottengono voti migliori.

INTERESSE NELLA LETTURA

– Da una ricerca risulta che il 62% dei ragazzi preferisce un libro di testo vero e proprio alla lettura su internet. Il web viene però utilizzato per saperne di più sull’autore, cercare i libri disponibili presso la biblioteca locale ed ottenere consigli sui prossimi testi da consultare.

– Presentare testi digitali accanto a dizionari tradizionali nelle scuole materne ed elementari migliora inoltre la comprensione fonologica, il vocabolario e l’abilità di lettura degli studenti.

SVILUPPO DELLE CAPACITA’ DI SCRITTURA

– Oggi i ragazzi sono abituati ad esprimere quotidianamente i loro pensieri mediante social network, messaggistica istantanea ed e-mail. Ciò li ha familiarizzati con il linguaggio scritto, rendendoli più veloci nella stesura dei testi e più accurati nella loro composizione. Uno studio dellUniversità di Stanford ha raccolto 877 testi scritti da studenti del primo anno nel 2006 e li ha paragonati a quelli delle “matricole” del 1986, 1930 e 1917. Il risultato è un netto miglioramento nella forma e nella struttura: i testi del 2006 risultano più lunghi, accurati e supportati da documentazioni rispetto a quelli del passato, non abituati alla ricerca di informazioni e alla digitazione online.

SVILUPPO DELLA SOCIALITA’

– L’uso di social network, messaggistica ed e-mail favorisce i rapporti sociali, rendendo più facile anche ai bambini più timidi interfacciarsi ai propri coetanei. Inoltre, il web mette oggi in contatto i ragazzi con persone di altri Paesi e culture, con l’evidente conseguenza di stimolare la loro apertura mentale.

L'infografica del sito Edudemic

L’infografica del sito Edudemic

Cosa pensate delle conclusioni tratte da Edudemic? Siete d’accordo con il punto di vista secondo cui internet beneficia lo sviluppo dei bambini o ritenete, invece, che un approccio alla tecnologia in troppo tenera età sia rischioso? Diteci la vostra nei commenti!

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Twigis.it: in Italia il Social Network per bambini

4 Ott

I dati non mentono: l’approccio dei bambini alle nuove tecnologie avviene ormai in sempre più tenera età. Per questo la società israeliana Tweegee ci ha visto lungo, nel 2008, creando un social network pensato apposta per loro. Dopo aver raggiunto oltre 4 milioni di giovanissimi in tutto il mondo, la piattaforma ha in questi ultimi giorni debuttato anche in Italia con la partnership di RCS e il nome di Twigis.

Uno screen shot da Twigis.it

Uno screen shot da Twigis.it

Il social, che si rivolge agli utenti tra i 6 e i 12 anni di età, ha l’obiettivo di offrire loro uno spazio sicuro e controllato in cui esprimere al massimo la propria creatività. Tra le attività possibili, oltre all’interazione con i propri coetanei, ci sono la creazione e la condivisione di fumetti animati e la frequentazione di mondi virtuali in cui si può dialogare con gli altri visitatori tramite chat. I bambini che si iscrivono a Twigis hanno la possibilità di scegliere un’immagine di profilo e vengono dotati di alcune monete virtuali da investire in attività a scelta. Al momento dell’iscrizione, ad ogni utente viene abbinata inoltre una casella di posta elettronica personale che può essere, però, utilizzata solo per scambiarsi messaggi all’interno della community. Si può inoltre partecipare sui blog, e c’è una grande varietà di giochi a disposizione, oltre a una bacheca per commentare con gli amici i primi giorni di scuola.

Ma è la sicurezza ad essere il vero e proprio cavallo di battaglia di Twigis, che assicura i massimi livelli di privacy. Tra le misure adottate ci sono:
Monitoraggio costante dei commenti da parte di moderatori adulti prima che questi appaiano pubblicati sul web;
Controllo dei contenuti e di eventuali tentativi di acquisire i dati dall’esterno;
Policy elevate nella gestione delle informazioni personali per la tutela dei minori;
– Monitoraggio di eventuali anomalie nell’attività degli utenti, con possibilità di sospensione dei profili;
– Stretta collaborazione con la Polizia Postale.

Uno dei mondi virtuali di Twigis.it

Uno dei mondi virtuali di Twigis.it

Il CEO e fondatore di Tweegee, Shay Bloch, ha commentato così il lancio della versione italiana: «Con questa piattaforma intendiamo lanciare un nuovo modo di considerare internet, rivolgendoci a un mercato ancora poco esplorato e dalle grandi potenzialità. Inoltre, riteniamo che la localizzazione dei contenuti e l’attenzione alla cultura locale rappresentino un valore aggiunto per una realtà che, pur avendo un respiro internazionale, intende parlare di tematiche vicine al suo pubblico».

Da dati Audiweb nel 2012, sono stati oltre 2 milioni i bambini collegati a internet e ad oggi sono oltre 4000 i bambini registrati alla versione beta di Twigis.it, che offre quindi una proposta concreta ad una fascia di pubblico in aumento. Ad oggi sono circa un milione le pagine viste sulla piattaforma, con un tasso di crescita mensile del 50%. Ogni utente registrato al social naviga in media circa 19 minuti e visita 80 pagine durante ogni sessione.

E voi, fareste iscrivere vostro figlio a un social network per bambini? Diteci cosa ne pensate!

Come sopravvivere al primo giorno di scuola…secondo i bambini!

6 Set

Come si sopravvive al primo giorno di scuola? Per una volta a rispondere non sono gli esperti, ma i bambini: studenti delle scuole elementari al secondo, terzo o quarto anno che elargiscono consigli ai nuovi arrivati. L’idea, messa a punto in un breve video, è venuta al team di Timbuktu, il primo magazine per iPad pensato per i più piccoli.

Nel filmato – in italiano con sottotitoli in inglese- i ragazzi insegnano a fare buona impressione (scrivere tanto, tenere le gambe incrociate perchè nessuno inciampi, stare svegli, ascoltare); spiegano come fare amicizia con i compagni (chiedere se vogliano giocare o abbiano bisogno di una mano) e persino come risultare simpatici alle maestre (non dire mai “odio la scuola” o “questa materia mi fa schifo”). In conclusione, c’è spazio anche per le dritte valide per tutto l’anno scolastico come chiedere aiuto alle maestre, non farle arrabbiare, non chiacchierare troppo, divertirsi, e…”non dare pugni a nessuno”!

La app Timbuktu Magazine, interamente Made in Italy, è stata ideata e sviluppata in California da Francesca Cavallo ed Elena Favilli, applicando i metodi educativi più avanguardisti al formato multimediale delle nuove tecnologie digitali. Dopo essersi distinta per innovazione negli States, dal prossimo 15 Settembre sarà disponibile anche in versione italiana.

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Uno degli obiettivi dell’azienda è aiutare i bambini a conoscere attraverso l’esperienza: per questo i contenuti a cui vengono esposti sull’iPad o sullo smartphone sono concepiti come un mezzo per aiutarli ad entrare in contatto con il contesto in cui vivono. Non solo, ma incoraggiare i più piccoli ad utilizzare le nuove tecnologie dovrebbe essere anche un modo di spronarli alla sfida, al problem solving, all’immaginazione (e successiva creazione) di nuovi mondi possibili.

Per questo Tibuktu entra in contatto con i bambini parlando la loro stessa lingua, e in alcuni casi addirittura lavorando a stretto contatto con loro. Vi consigliamo, in questo senso, di dare un’occhiata al diario del SummerCamp tenuto lo scorso mese di luglio dalle ideatrici della startup alla Digital Academia di Roncade, Treviso. Lì Francesca Cavallo ed Elena Favilli hanno documentato il processo che le ha portate a coinvolgere i bambini nell’ideazione e realizzazione, nell’arco di una sola settimana, della app “Scuola Luna”. Le riflessioni e i metodi di lavoro usati ci permettono di capire meglio la filosofia e l’approccio alla base di tutte le app per l’infanzia di Timbuktu. Magazine compreso.

E voi? Che consigli dareste ad un bambino per sopravvivere al suo primo giorno di scuola?