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PhotoMath: la app che risolve i problemi di matematica con una foto

14 Nov

Scatti una foto al problema di matematica, e il tuo smartphone ti dá la soluzione. Non è un bel sogno ad occhi aperti, ma il principio alla base di PhotoMath, la app che tutti gli studenti attendevano da generazioni. A metà tra una calcolatrice sofisticata ed una fotocamera con funzionalità integrata di riconoscimento del testo, PhotoMath sfrutta l’obiettivo del cellulare per scansionare e risolvere in real time espressioni aritmetiche, frazioni, decimali, potenze, radici quadrate ed equazioni.

Leggi l’articolo su Fractals.it!

PhotoMath

 

Impari: la piattaforma di social learning Made in Italy

24 Ott

Questa settimana vogliamo presentarvi un progetto tutto Made in Italy. Si chiama Impari, che nella lingua sarda significa “insieme”, ed è una piattaforma di social learning polifunzionale pensata per produrre oggetti didattici in collaborazione fra studenti e docenti direttamente nel cloud. In più, è ottimizzata per le LIM, Lavagne Interattive Multimediali su cui è possibile scrivere, disegnare e riprodurre filmati.

A creare Impari è stato Luciano Pes, docente di Liceo a Cagliari con un’esperienza trentennale nello sviluppo di programmi software per la didattica. Insieme a Silvano Tagliagambe è stato artefice del progetto Semidas-Scuola digitale della regione Sardegna, che ha portato all’istallazione di una LIM in ogni aula delle scuole sarde, dalla primaria alle superiori.

Ma ecco, in dettaglio, quali sono le funzionalità a nostro avviso più interessanti messe a disposizione da Impari.

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– LIBRI DIGITALI

A partire dall’aggregazione di contenuti già presenti in rete, è possibile realizzare veri e propri manuali per lo studio o l’approfondimento, che rimarranno consultabili anche offline e che potranno essere personalizzati dai lettori. Non solo, ma i libri possono inglobare video e collegamenti a siti web esterni, per un risultato all’insegna della multimedialità.

– APPUNTI

Gli studenti possono prendere appunti dal docente che spiega in classe direttamente sulla piattaforma, e costruire così un booklet in tempo reale.

– ESERCIZI E QUIZ 

Impari dà agli insegnanti la possibilità di creare quiz a scelta multipla per testare il livello di apprendimento degli studenti sugli argomenti trattati a lezione. Inoltre, ogni testo contenuto sulla piattaforma può facilmente essere trasformato in un esercizio interattivo grazie alla possibilità di evidenziare ed intervenire sulle singole parole.

– VIDEOCONFERENZE

Sul sito si può usufruire di un servizio di videoconferenza live mediante il quale i docenti possono realizzare vere e proprie lezioni a distanza in collegamento con i loro allievi, che possono interagire in tempo reale mediante chat testuale, lavagna condivisa, file e screen sharing.

– MAPPE MENTALI E CONCETTUALI

Impari contiene un tool pensato appositamente per la creazione e l’editing di mappe concettuali. Non solo, ma è anche possibile generare mappe mentali in modo automatico a partire dalle voci di wikipedia o editare quelle già fornite per adattarle all’argomento di interesse.

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– SLIDE

All’interno della piattaforma si possono realizzare presentazioni online sui temi più svariati. Le slide possono essere create da zero, mediante copia-incolla di contenuti già presenti in rete oppure generate in modo automatico a partire dagli articoli di Wikipedia.

– MICROBLOGGING

Il servizio di Microblogging è l’aspetto più social di Impari. Ispirato ai meccanismi base di Twitter, consente di seguire professori e/o compagni di classe per leggerne i messaggi ed interagire con loro. Il Microblog consente di condividere immagini, video, pensieri, link oppure segnalare materiale didattico ai propri follower, nonché farsi promotori di iniziative o chiedere aiuto su compiti e argomenti trattati a lezione.

– TIMELINE

Uno strumento particolarmente interessante per lo studio di fatti storici è la funzionalità timeline, che consente di collocare elementi ed oggetti all’interno di una linea immaginaria del tempo.

– FACILITAZIONE PER DISLESSICI

Da notare che Impari permette di convertire facilmente i testi nel font opendixlessic, che ne facilita la lettura da parte dei dislessici grazie ad un colore che, scelto su basi scientifiche, aiuta a distinguere le lettere.

A questo link è disponibile una serie di video-tutorial per imparare ad utilizzare al meglio tutte le funzioni presenti sul sito.

Conoscete una realtà italiana di eccellenza nel mondo dell’education technology? Segnalatecela! Saremo felici di testarla per voi!

One Note Class Notebook: la nuova piattaforma di Microsoft per la scuola

17 Ott

Microsoft ha da poco lanciato OneNote Class Notebook, una piattaforma per insegnanti e studenti che è già stata definita una diretta concorrente di Google Classroom.  Noi di Forma abbiamo voluto dare un’occhiata, e vi spieghiamo come funziona.

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Basata su Office 365 e SharePoint Online, OneNote Class Notebook promette ai docenti un’esperienza di insegnamento più agevole mediante la possibilità di caricare materiale didattico accessibile agli studenti e monitorare in tempo reale lo svolgimento di compiti ed esercizi. Inoltre, l’integrazione della funzione handwriting per tablet rende l’esperienza scolastica digitale più simile a quella tradizionale, oltre a rendere possibile l’esecuzione di attività creative.

La app, gratuita per gli insegnanti con Office365, è organizzata in tre macro-aree:

Student Notebook: “bloc notes” privati dei singoli studenti, su cui sono chiamati a svolgere gli esercizi a loro assegnati. Gli insegnanti possono accedere in ogni momento a ciascuno dei notebook, ma gli studenti non possono vedere quelli dei compagni. La soluzione perfetta per un compito in classe!

Content Library: area in cui gli insegnanti possono caricare il materiale didattico o di approfondimento che vogliono mettere a disposizione degli allievi, i quali possono facilmente accedervi.

Collaboration space: luogo pensato per condividere appunti e materiali e collaborare tra studenti per portare a termine lavori di gruppo.

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E voi, avete già avuto modo di testare One Note Class Notebook? Pensate possa reggere il confronto con Google Classroom? Dateci le vostre opinioni nei commenti!

EdPuzzle: il tool per trasformare i video in lezioni

3 Ott

Ci è già capitato di accennare, in passato, alla diffusione del video come mezzo per l’insegnamento. Se avete intenzione di abbracciare il trend, oggi vi presentiamo una piattaforma web-based che vi consentirà di sfruttarne al massimo le potenzialità. Si tratta di EdPuzzle, tool gratuito dal funzionamento intuitivo grazie a cui potrete trasformare qualsiasi filmato nella lezione che avevate in mente.

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Il sito supporta un sistema di ricerca interno che rende facilmente rintracciabile un video già postato online su una vasta gamma di canali, tra cui youtube, vimeo, Teacher Tube, National Geographic o TED. In alternativa, l’utente ne può caricare uno personale. In entrambi i casi, uno strumento di editing permette di estrapolare dai filmati soltanto le parti desiderate.

Il vero punto di forza di EdPuzzle, però, sta nella sua capacità di rendere realmente attiva ed efficace la visione da parte degli studenti: si possono infatti integrare dei quiz all’interno dei video creati, così da renderli interattivi ed esortare gli alunni a rispondere a domande sui contenuti che stanno seguendo, verificandone la comprensione in tempo reale.

Uno screen shot da EdPuzzle

Uno screen shot da EdPuzzle

Gli insegnanti hanno inoltre a disposizione dati analitici molto completi grazie ai quali sapranno immediatamente quali tra gli studenti hanno effettivamente guardato il video e, grazie ai risultati dei quiz, quanto è stato loro utile a livello di nozioni apprese.

I progressi degli studenti, facilmente monitorabili grazie agli analytics di EdPuzzle

I progressi degli studenti, facilmente monitorabili grazie agli analytics di EdPuzzle

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Un ulteriore aspetto positivo è la possibilità, per il docente, di aggiungere una registrazione audio al video, così da commentare ed evidenziare alcune scene come farebbe se si trovasse in classe. I filmati sono anche facilmente embeddabili su altri siti web.

Le video-lessons create con EdPuzzle non aspirano a sostituire le lezioni tradizionali, ma offrono certamente un valido complemento di cui avvalersi sia tra i banchi di scuola che per gli approfondimenti a casa.

E voi, avete già provato EdPuzzle? In cosa l’avete trovato utile e in cosa, invece, vi ha convinto meno? Raccontateci le vostre opinioni nei commenti!

StudyRoom: la app student-oriented per creare gruppi di studio online

19 Set

Noi di Forma siamo sempre attenti alle novità che uniscono in modo efficace tecnologia ed istruzione. Per questo, ci siamo documentati sui progetti presentati lo scorso 7 Settembre al Tech Crunch Disrupt Hackathon di San Francisco, e ci teniamo a condividere con voi alcuni tra i più interessanti e innovativi.

Uno di essi è senza dubbio StudyRoom,  piattaforma che trasferisce su web il concetto di “gruppo di studio” con l’obiettivo di migliorare l’esperienza di apprendimento degli studenti mediante uno scambio continuo di chiarimenti e nozioni.

Ad Emerson Malca, CEO e co-fondatore del progetto, l’idea è venuta dopo che un amico gli ha chiesto aiuto con i compiti di fisica, rivolgendosi a lui perchè non aveva i numeri di telefono dei suoi compagni di classe. “E’ stato uno shock constatare che la generazione più social e più connessa non è in grado di mettersi in contatto con le persone che vede ogni giorno”, ed è per questo che StudyRoom mira a cambiare le cose.

I fondatori di StudyRoom al Tech Crunch Disrupt Hackathon di San Francisco

I fondatori di StudyRoom al Tech Crunch Disrupt Hackathon di San Francisco

Il portale, strutturato come una sorta di Facebook per studenti, permette ai ragazzi di unirsi alla pagina della loro classe, dove i compagni condividono appunti sulle letture in programma, domande sui compiti per casa, materiale per approfondimenti e aiuti agli esercizi, formano gruppi di studio e si aiutano a vicenda.

Oltre alla pagina della classe c’è anche una pagina della scuola di riferimento, che si configura come una sorta di news feed dove vengono pubblicate le attività relative all’istituto, come eventi, attività sociali, domende degli studenti in merito ai professori, etc.

La differenza tra StudyRoom ed altre piattaforme simili risiede principalmente nel suo essere focalizzata sugli studenti: gli insegnanti non ne sono esclusi, ma non ne sono né protagonisti né destinatari.

 

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Tra le feature da evidenziare c’è la possibilità di rivolgere ai compagni domande in modo anonimo, pensata per chi si imbarazza ad ammettere pubblicamente di non aver capito un determinato argomento o è troppo timido per intervenire ed esporre i propri dubbi durante le lezioni. Inoltre, per gli allievi che avessero bisogno di un aiuto personalizzato, StudyRoom mette a disposizione un servizio di Online Tutoring a pagamento.

Il progetto è stato inizialmente testato in sei università americane e da Gennaio 2014 è una realtà per 100 scuole del Paese. L’obiettivo, dopo la presentazione ufficiale, è ora quello di raggiungere più di 40.000 studenti nei soli Stati Uniti.

E voi, conoscete qualche nuova app o piattaforma web-based focalizzata sul mondo della formazione e volete segnalarcela? Contattateci nei commenti!

 

5 app per le vacanze da usare anche a scuola

1 Ago

È tempo di vacanze! Per rendere più tecnologico il vostro viaggio, vi consigliamo 5 app da portare con voi in valigia. Tutte gratuite, vi forniranno non solo un modo innovativo per documentare i luoghi che visiterete, ma anche un ottimo pretesto per rendere più divertente l’apprendimento scolastico. Downloadare per credere!

1. Bubbli

App per IOS, consente di creare bolle panoramiche a 360° delle località in cui vi trovate, per consentire ad altri di esplorarle virtualmente assieme a voi. Non solo, ma all’elemento fotografico può essere aggiunto anche quello sonoro, per un’impressione ancora più efficace di tridimensionalità.

Il Gran Canyon immortalato con Bubbli

Il Gran Canyon immortalato con Bubbli

Può essere utilizzata per immortalare gli scenari delle vostre vacanze, ma anche per condividere con genitori e community online una visuale completa della classe e delle sue attività. In entrambi i casi, l’applicazione forse più immediata della app in senso scolastico è lo stimolo ad un esercizio di scrittura descrittiva a partire dalla “bolla” stessa: immaginate che ogni studente ne realizzi una nel corso dell’estate. All’inizio dell’anno accademico, descrivere quelle dei compagni potrebbe dar vita ad un interessante momento di confronto, oltre che di tecnica narrativa.

2. Thinglink 

Tool estremamente versatile, è accessibile anche tramite interfaccia web. Basato sul concetto di realtà aumentata, consente di creare foto, mappe o collage interattivi. Risulta perfetto per indurre gli studenti a raccontare le vacanze estive in modo coinvolgente, utilizzando immagini, video e testi che raccontino storia, cultura e monumenti dei luoghi visitati.

Uno screen shot da thinglink

Uno screen shot da thinglink

Allo stesso modo, la app può essere utilizzata per presentare in modo originale lavori di ricerca su argomenti affrontati durante il programma scolastico, sostituendosi al tradizionale elaborato scritto.

Il sito web Tech Chef 4 u ha raccolto in una board di Pinterest più di 500 brillanti esempi di utilizzo di Thinglink in senso scolastico, cosicchè l’ispirazione sia sempre garantita. Tra essi, segnaliamo il test multimediale sulla guerra civile americana , il racconto dei fatti dell’11 Settembre, e un magazine di focus artistico 

3. Photo Mapo 

App per IOS, utilizza Google Maps per abbinare mappe geografiche a template e foto a scelta che, assieme, contribuiscono a creare delle vere e proprie cartoline virtuali facilmente condivisibili con chiunque. É possibile, inoltre, inserire un breve testo descrittivo.

Un esempio di cartolina realizzata con Photo Mapo

Un esempio di cartolina realizzata con Photo Mapo

Photo Mapo può essere utilizzata per inviare ricordi personalizzati delle vostre vacanze, ma anche per progetti di tipo accademico. Ad esempio, gli studenti possono creare cartoline di luoghi legati a storia o letteratura raccontando nella descrizione dell’immagine i fatti salienti accaduti in quella location. Allo stesso modo, possono essere evidenziate le caratteristiche morfologiche e geografiche di una determinata località per rendere più accattivante lo studio della geografia.

Un esempio di cartolina realizzata con Photo Mapo

Un esempio di cartolina realizzata con Photo Mapo

4. Snapguide 

Piattaforma estremamente intuitiva, accessibile anche da web, permette di greare tutorial e guide multimediali di un viaggio mediante foto, testi e mappe. Ideale per stimolare le capacità scrittorie degli studenti con il racconto delle loro avventure estive e non solo: immaginatelo, ancora una volta, come supporto alternativo per la stesura di elaborati di ricerca ed approfondimento, tesine ed esercizi di comprensione.

Uno screen shot da snap guide

Uno screen shot da snapguide

Ancora una volta, degli utilizzi scolastici di Snapguide è presente una board su Pinterest a cura di TechChef4u, tra cui segnaliamo il tutorial per imparare a fare le divisioni.

5. Tackk 

Consente di realizzare racconti multimediali delle proprie vacanze, facilmente consultabili grazie ad un’interfaccia intuitiva e allo scroll verticale. Perfetto, ancora una volta, come supporto per tesine ed elaborati di ricerca (qui un esempio efficace).

Uno screen shot da Tackk

Uno screen shot da Tackk

E voi, conoscete altre app ad alto potenziale educativo da usare in viaggio? Segnalatecele nei commenti!

Internet rende i bambini più intelligenti

25 Lug

La parola “Internet”, associata all’infanzia, assume quasi sempre connotati negativi. E se vi dicessimo che, invece, rende i bimbi più intelligenti? A diffondere e corroborare questo punto di vista anti-convenzionale c’è un’infografica del popolare website Edudemic, di cui abbiamo voluto sottoporvi i punti fondamentali.

Innanzitutto, la premessa: da uno studio di AVG, collosso dell’internet security, risulta che all’età di due anni il 90% dei bambini ha già una propria storia online ed entro i 5 anni il 50% di loro ha già maneggiato un tablet o altro dispositivo connesso al web. All’età di 7/8 anni, la gran maggioranza usa regolarmente i video games. Tutto ciò influirebbe sulle doti dei più piccoli ma non, come si pensa, in modo negativo.

Ad risultare stimolate dall’approccio alla Rete sono, infatti, capacità cognitive quali memoria , pensiero critico o comprensione, interesse nella lettura, capacità di scrittura e persino socialità. Ecco, in dettaglio, in che modo:

CAPACITA’ COGNITIVE

Memoria: Google sviluppa la memoria transitiva, un concetto elaborato circa una trentina di anni fa per cui le persone si dividono lo sforzo di ricordare certi tipi di informazioni comuni, così da non duplicarle nei loro cervelli. Internet ci consente di avere accesso immediato a tutte quelle nozioni che, nella nostra mente, sono incomplete, andando a riempire le nostre lacune e generando un autentico sistema di sapere condiviso che – di fatto – ci mette continuamente a contatto con altri individui.

– Problem Solving: utilizzando il web, i ragazzi sono spronati a cercare informazioni e soluzioni in autonomia, anziché aspettare l’aiuto di un insegnante o di un tutor. Studi su bambini di 4 o 5 anni hanno dimostrato che l’utilizzo dei computer  è stato in grado di aumentare il loro QI di sei punti nell’arco di 9 mesi.

– Pensiero critico: Cercando informazioni sul web, i ragazzi sono indotti a riconoscere il materiale utile da quello innecessario o poco attendibile, sviluppando la loro capacità di discernere la qualità delle fonti.

– Astrazione: Numerosi giochi e tool presenti online aiutano i ragazzi ad imparare concetti altrimenti astratti di matematica ed altre materie.

– Comprensione: studi hanno dimostrato che i ragazzi con una connessione ad internet in casa ottengono voti migliori.

INTERESSE NELLA LETTURA

– Da una ricerca risulta che il 62% dei ragazzi preferisce un libro di testo vero e proprio alla lettura su internet. Il web viene però utilizzato per saperne di più sull’autore, cercare i libri disponibili presso la biblioteca locale ed ottenere consigli sui prossimi testi da consultare.

– Presentare testi digitali accanto a dizionari tradizionali nelle scuole materne ed elementari migliora inoltre la comprensione fonologica, il vocabolario e l’abilità di lettura degli studenti.

SVILUPPO DELLE CAPACITA’ DI SCRITTURA

– Oggi i ragazzi sono abituati ad esprimere quotidianamente i loro pensieri mediante social network, messaggistica istantanea ed e-mail. Ciò li ha familiarizzati con il linguaggio scritto, rendendoli più veloci nella stesura dei testi e più accurati nella loro composizione. Uno studio dellUniversità di Stanford ha raccolto 877 testi scritti da studenti del primo anno nel 2006 e li ha paragonati a quelli delle “matricole” del 1986, 1930 e 1917. Il risultato è un netto miglioramento nella forma e nella struttura: i testi del 2006 risultano più lunghi, accurati e supportati da documentazioni rispetto a quelli del passato, non abituati alla ricerca di informazioni e alla digitazione online.

SVILUPPO DELLA SOCIALITA’

– L’uso di social network, messaggistica ed e-mail favorisce i rapporti sociali, rendendo più facile anche ai bambini più timidi interfacciarsi ai propri coetanei. Inoltre, il web mette oggi in contatto i ragazzi con persone di altri Paesi e culture, con l’evidente conseguenza di stimolare la loro apertura mentale.

L'infografica del sito Edudemic

L’infografica del sito Edudemic

Cosa pensate delle conclusioni tratte da Edudemic? Siete d’accordo con il punto di vista secondo cui internet beneficia lo sviluppo dei bambini o ritenete, invece, che un approccio alla tecnologia in troppo tenera età sia rischioso? Diteci la vostra nei commenti!