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Open Roberta: così Google insegna ai bambini a programmare con i robot

7 Nov

“Programmare é un gioco da ragazzi”. Questo il motto scelto da Google per lanciare  Open Roberta, la nuova piattaforma cloud-based introdotta in Germania. L’obiettivo? Avvicinare i bambini alla programmazione mediante l’utilizzo di piccoli robot, i LEGO Mindstorm, controllabili attraverso device mobili.

Leggi l’articolo su Fractals.it!

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One Note Class Notebook: la nuova piattaforma di Microsoft per la scuola

17 Ott

Microsoft ha da poco lanciato OneNote Class Notebook, una piattaforma per insegnanti e studenti che è già stata definita una diretta concorrente di Google Classroom.  Noi di Forma abbiamo voluto dare un’occhiata, e vi spieghiamo come funziona.

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Basata su Office 365 e SharePoint Online, OneNote Class Notebook promette ai docenti un’esperienza di insegnamento più agevole mediante la possibilità di caricare materiale didattico accessibile agli studenti e monitorare in tempo reale lo svolgimento di compiti ed esercizi. Inoltre, l’integrazione della funzione handwriting per tablet rende l’esperienza scolastica digitale più simile a quella tradizionale, oltre a rendere possibile l’esecuzione di attività creative.

La app, gratuita per gli insegnanti con Office365, è organizzata in tre macro-aree:

Student Notebook: “bloc notes” privati dei singoli studenti, su cui sono chiamati a svolgere gli esercizi a loro assegnati. Gli insegnanti possono accedere in ogni momento a ciascuno dei notebook, ma gli studenti non possono vedere quelli dei compagni. La soluzione perfetta per un compito in classe!

Content Library: area in cui gli insegnanti possono caricare il materiale didattico o di approfondimento che vogliono mettere a disposizione degli allievi, i quali possono facilmente accedervi.

Collaboration space: luogo pensato per condividere appunti e materiali e collaborare tra studenti per portare a termine lavori di gruppo.

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E voi, avete già avuto modo di testare One Note Class Notebook? Pensate possa reggere il confronto con Google Classroom? Dateci le vostre opinioni nei commenti!

Classroom: il nuovo tool di Google per le scuole

30 Mag

Google è sempre più attivo nel mondo della scuola. Recentissima è, infatti, l’introduzione di Classroom, un nuovo strumento di Google Apps for Education che integra tool già rilasciati e consolidati del colosso di Mountain View quali Google Doc, Drive e Gmail con il fine di agevolare gli insegnanti nella creazione, assegnazione e organizzazione dei compiti.

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Progettato assieme ai docenti stessi, il servizio è attualmente disponibile in anteprima solo per un numero limitato di educatori che ne facciano richiesta. Da Settembre, sarà invece messo a disposizione di tutti gli istituti scolastici che già utilizzano la suite Google Apps for Education  (può essere richiesta registrandosi qui )

Sfruttando Documents, Google Classroom consente ai docenti di creare i compiti da assegnare, scegliendo se realizzare un foglio singolo o distribuirne automaticamente una copia a ciascuno studente. Quest’ultimo, una volta completato l’esercizio, potrà riconsegnare virtualmente l’elaborato all’insegnante attraverso la piattaforma stessa, con evidente risparmio di tempo e senza utilizzare supporti cartacei. Gli insegnanti possono infatti visualizzare rapidamente chi ha completato il compito e fornire un feedback in tempo reale; mentre gli studenti vedranno con facilità quali sono i compiti a loro assegnati. Tutti i materiali della classe e vengono automaticamente archiviati in cartelle apposite su Google Drive, per una miglior organizzazione del lavoro.

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Su Google Classroom anche la comunicazione è fortemente stimolata: gli insegnanti possono infatti pubblicare annunci e porre domande agli studenti, mentre questi ultimi possono a loro volta rispondere ai post o pubblicarne di nuovi, aiutando i compagni e cooperando tra loro.

Una video-preview di Google Classroom

E voi, cosa pensate di questo nuovo servizio di Google? Dateci il vostro parere nei commenti! 

Oppia: la risorsa smart di Google per l’educazione interattiva online

21 Mar

Google ha da poco lanciato Oppia, progetto open-source interattivo pensato per rivoluzionare l’approccio all’istruzione. Lo strumento, gratuito, permette a chiunque la creazione di attività educative online in modo intuitivo mediante l’interfaccia web, senza che siano necessarie competenze specifiche di programmazione.

Per creare tali attività, denominate “explorations”, si possono utilizzare testi, numeri e input a selezione multipla. Inoltre, sono supportati tool specifici come mappe cliccabili. Le explorations possono essere generate da una sola persona oppure da un intero team di insegnanti che contribuiscono da ogni parte del mondo, semplicemente connettendosi alla piattaforma dal proprio computer.

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L’aspetto più interessante di Oppia è, però, senza dubbio il suo lato smart. Il tool è, infatti, basato su un sistema intelligente che raccoglie informazioni su come gli utenti interagiscono tra loro e con la piattaforma, in modo da poter offrire un servizio adeguato alle loro necessità. Per farlo, viene impiegato un “mentor”, ovvero una persona che pone domande allo studente mentre sta consultando una lezione. Basandosi sulle risposte date, il mentor decide quale altro quesito porgli e quale feedback dare: può, ad esempio, decidere se la questione vada approfondita o se passare a qualcosa di completamente nuovo. Il sistema rileva inoltre le domande che più frequentemente generano una risposta errata, e le segnala in automatico agli autori del corso.

Questi possono, così, basarsi sui feedback ricevuti per modificare di conseguenza le loro lezioni e guidare in modo più efficace gli studenti nell’apprendimento dei concetti meno chiari.

Oppia, si legge sul sito, è stata sviluppata partendo dall’idea di base per cui l’educazione online non possa essere ridotta ad una serie di contenuti multimediali interattivi ma debba, al contrario, modellarsi sulle necessità e sulle caratteristiche di ogni singolo utente; Proprio come avviene – o dovrebbe avvenire – in un ambito educativo face-to-face.

Ecco un video-tutorial per l’uso di Oppia:

 

Interessante notare come Google, diversamente da quanto si possa pensare, non vende Oppia come un suo prodotto ma, al contrario, scrive sui suoi canali: “Gran parte del codice che alimenta questo sito è stato scritto come un progetto open-source da un gruppo di ingegneri di Google […] Tuttavia, oppia.org non è un prodotto Google, e Google non si assume alcuna responsabilità per il contenuto di questo sito web.”

E voi, avete già testato Oppia? Cosa ne pensate? Lasciateci le vostre opinioni nei commenti!

Come usare i Google Glass…a scuola!

27 Set

I Google Glass sono una delle invenzioni più chiacchierate e promettenti della nostra era. Gli occhiali a realtà aumentata del colosso di Mountain View offrono un così vasto range di potenzialità che ne sono già state discusse (e, in certi casi, testate) le possibilità di applicazione nei settori più disparati: dalla medicina all’industria dell’intrattenimento. Ma sarebbe possibile sfruttarli anche nel campo dell’istruzione? Secondo noi, sì.

Ecco alcuni aspetti del prossimo oggetto di culto mondiale dai quali insegnanti e allievi potrebbero trarre un reale beneficio tra i banchi di scuola.

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1. CONFRONTO E SCAMBIO TRA INSEGNANTI

– Con i Google Glass, i docenti possono entrare in contatto via Hangout con altri insegnanti, di qualunque parte del mondo essi siano, per scambiarsi idee e confrontarsi sui metodi di insegnamento.

– Gli insegnanti possono assistere alla lezione di un collega interagendo e offrendo spunti in tempo reale.

2. APPROFONDIMENTO DELLE LEZIONI

– Si possono utilizzare i Google Glass per cercare studi e saggi in tempo reale, così da approfondire l’argomento di cui si sta parlando a lezione.

– Gli studenti possono sfruttare Google Now per effettuare ricerche personalizzate e test basati sulle loro potenzialità ed esigenze di apprendimento.

– Studenti ed insegnanti possono organizzare sessioni extra-scolastiche via Hangout per chiarire eventuali dubbi sulle lezioni seguite in classe o sui compiti da svolgere a casa.

3. INTERAZIONE CON STUDENTI E GENITORI

– I Google Glass permettono agli insegnanti di trasferire video e immagini direttamente sui tablet e devices digitali degli studenti con estrema facilità.

– Gli insegnanti possono visualizzare informazioni dettagliate sul rendimento complessivo dello studente per offrire lezioni ed esercizi adeguati alle singole potenzialità e livelli di apprendimento.

– Gli insegnanti possono creare connessioni in tempo reale con gli studenti che non frequentano (per esempio, in ambito universitario) o che non possono assistere alle lezioni per motivi di carattere personale.

– Gli insegnanti possono inviare informazioni importanti quali pagelle o risultati di test direttamente ai genitori degli studenti.

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4. SPUNTI PER LEZIONI INNOVATIVE

– I Google Glass permettono di realizzare giochi interattivi di problem solving da svolgere in classe.

– Si possono registrare le lezioni contemporaneamente dal punto di vista dello studente e di quello dell’insegnante, per poi unirle in fase di editing come spunto per confronti e riflessioni.

5. IDENTIFICARE E RISOLVERE I PROBLEMI DEGLI STUDENTI

– I Google Glass permettono di richiedere ad un esperto di osservare la classe a distanza, così da poter identificare più facilmente eventuali problemi cognitivi o di apprendimento da parte di qualche allievo.

– Gli studenti più timidi, riluttanti a fare domande ad alta voce, possono interagire con l’insegnante esponendo i propri dubbi via sms o testo.

– È possibile registrare ed eseguire giochi di ruolo che comprendano esercizi di public speaking, eliminando l’inibizione dovuta all’osservazione diretta da parte di un pubblico.

6. FORMAZIONE A DISTANZA

– Con i Google Glass è ancora più facile interagire con istruttori e compagni all’interno di una classe online.

– Si può utilizzare youtube per assistere alle lezioni a distanza.

– Gruppi di studio o di ricerca possono rimanere in contatto visivo anche se fisicamente si dividono tra biblioteca, luogo all’aperto e laboratorio, garantendo in questo modo anche maggiori possibilità di sviluppo per le attività collettive.

E voi, che ne pensate dei Google Glass? Li comprereste? In che modo li utilizzereste a scuola?