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Le 50 migliori aziende in cui lavorare nel 2015

9 Gen

Scopri quali sono su Fractals.it! 

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8 app per migliorare la produttività

31 Ott

Sullo studio come sul lavoro, la tecnologia può aiutarci ad essere più veloci e produttivi. Abbiamo scovato per voi alcune tra le migliori app per organizzare in modo più efficace le incombenze di ogni giorno e, perchè no? Magari guadagnare un po’ di tempo in più per un aperitivo con gli amici!

1. Timeful – la app che ti ottimizza la routine

App gratuita per iOS, combina le to-do list con le funzionalità di uno smart calendar. Una volta inseriti impegni e routine quotidiane, un sofisticato algoritmo è in grado di analizzare le tue abitudini per fornirti suggerimenti mirati in grado di migliorare la tua gestione del tempo. Ad esempio, può indicarti il miglior momento della giornata in cui portare a termine una determinata attività, o evitarti il sovraccarico di lavoro in giornate concrete. Interessante anche la feature per trackare i progressi nello svolgimento di attività ripetute a cadenza regolare: utile per verificare i propri miglioramenti e l’efficacia della stessa app!

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2. Sunrise – la app per arrivare preparati ai meeting

Anch’essa gratuita, questa app collega il calendario a LinkedIn, permettendoti di consultare facilmente il profilo professionale delle persone che stai andando ad incontrare proprio mentre ti dirigi all’appuntamento: l’ideale per i meeting e i colloqui di lavoro! É disponibile sia per iOS che per Android.

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3. Vesper – la app che ti organizza i pensieri

A chi non è mai capitato di volersi appuntare un’idea mentre si trova in movimento, o è occupato in altre attività? Tool semplice ed elegante, Vesper è perfetto per memorizzare pensieri, idee e cose da fare senza correre il rischio di dimenticarsene. Vi si possono annotare riflessioni al volo e associarle a tag, così da reperirle facilmente in un secondo momento. Il sistema hold-and-drag ne rende, inoltre, intuitivi riordino ed archiviazione.

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4. Slack – la app per gestire la comunicazione con il team

Ecco un tool gratuito che farà la felicità di molti: Slack consente, infatti, di mantenersi in contatto con il team di lavoro senza essere sommersi dalle mail. Funziona come una sorta di chat in cui si possono taggare utenti e creare canali specifici per la gestione di piccoli progetti di squadra. Ogni volta che un utente interviene nella conversazione, una notifica non invasiva viene segnalata in un angolo dello schermo, permettendo a tutti di essere costantemente aggiornati sulle attività e i problemi senza dover interrompere il proprio lavoro. Utile anche per la gestione di attività scolastiche di gruppo.

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5. Clear – la app per le to-do list

Le to-do list sono uno dei modi più semplici per tenere traccia dei compiti da svolgere. Clear permette di crearle in modo intuitivo, dando la possibilità di riorganizzare i to-do, aggiungere nuovi elementi e prendere nota delle attività già svolte semplicemente trascinandole via. È sincronizzato con iCloud e funziona su Mac, iPhone ed iPad.

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6. Mailbox – la app che ti libera dal flusso di mail

Se l’eccesso di mail in arrivo è uno dei vostri principali motivi di stress, questa app fa decisamente al caso vostro. Gratuita e disponibile sia per iOS che per Android, è pensata per aiutarvi a gestire la corrispondenza mantenendo pulita la casella di posta in arrivo. Lavora in tandem con mailbox per Mac e permette di decidere con un solo gesto quando far comparire le singole mail in cima all’inbox: più tardi nell’arco di una stessa giornata, in serata, la settimana prossima, etc. La miglior soluzione per non perdersi nessuna comunicazione, dando priorità alle più urgenti.

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7. Paper by Fifty Three – la app per gli schizzi

Per chi ama gli schemi, per chi svolge una professione creativa o per un approccio più visual allo studio: Paper by Fifty Tree, gratuita, sostituisce l’iPad al classico “album degli schizzi”, consentendo di disegnare bozzetti, grafici ed illustrazioni proprio come sulla carta, per archiviarli poi in diversi album virtuali. Vi sono svariati pennelli e penne virtuali incorporati, ed è disponibile una matita ufficiale in grado di rispondere alla pressione esercitata per produrre un output adeguato. All’interno della app è presente anche un’ecosistema creative commons per chi è in cerca di ispirazione.

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8. GoodReader – la app che legge i file 

Quante volte vi è capitato di rimanere bloccati sul lavoro o sullo studio perchè non riuscivate ad aprire un file? Goodreader elimina l’ostacolo processando velocemente ogni tipo di file direttamente dal vostro iPhone e permettendo di intervenire sui PDF mediante aggiunta di annotazioni, caselle di testo, evidenziazioni o disegni.

9. NotesPlus – la app che sostituisce il quaderno

Se pensate che nessuna tecnologia possa sostituire il fascino della matita sul foglio, questa app vi farà ricredere. NotesPlus, per iOS, permette di disegnare e scrivere sullo schermo grazie ad un sistema che trasforma in automatico la calligrafia in testo. É inoltre possibile unire diversi disegni ed annotazioni semplicemente disegnando un cerchio attorno ad esse. Applicabilissimo sia a scuola che negli ambienti professionali ad alto tasso di creatività.

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E voi, come ve la cavate con l’organizzazione del lavoro? Se avete scoperto qualche app in grado di rendervi più veloci ed efficienti, segnalatecela: saremo felici di provarla!

JOBIJOBA: Il motore di ricerca che ti suggerisce il lavoro più adatto a te

23 Mag

Se vi è capitato di dover cercare lavoro su Internet, vi sarete senz’altro accorti che l’impresa non è delle più facili. Frammentazione delle informazioni, doppioni di annunci, risultati di ricerca poco pertinenti sono solo alcuni dei problemi più comuni. É tenendoli bene a mente che Tomas Allaire e François Goube, ingegneri francesi a capo della startup Allgoob, hanno fondato Jobijoba: motore di ricerca intelligente, non si limita a restituirti le offerte più in linea con le tue esigenze, ma ti suggerisce addirittura le professioni più adatte a te. Inoltre ti aiuta a redigere e impaginare in modo più efficace il Curriculum Vitae.

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Ecco come funziona: basato sulla tecnologia semantica, il sito analizza le parole utilizzate dall’utente nella sua ricerca per restituirgli annunci direttamente legati ad essa e ulteriori suggerimenti a cui non aveva necessariamente pensato. Inoltre, inserendo le proprie competenze, JobiJoba suggerisce professioni per cui quella competenza è fortemente richiesta. Ad esempio, per “Java” si viene re-indirizzati a offerte di lavoro quali web developer e analista programmatore.

Altri aspetti utili della piattaforma sono la capacità di riconoscere offerte di lavoro uguali, sfoltendo così in automatico i risultati di ricerca; una rassegna di siti e blog con notizie e tips utili sul tema del lavoro, ed una vasta gamma di informazioni e commenti di ex-dipendenti in merito alle aziende che cercano personale. Tutti questi servizi sono personalizzati a seconda della Nazione di riferimento (Jobijoba è presente in 10 Paesi diversi, tra cui l’Italia) e hanno come scopo principale quello di facilitare e rendere il più possibile efficace la ricerca di impiego. Proprio per questo, per l’utenza italiana è stato aperto uno spazio denominato “il mio CV” in cui, dopo aver importato il cv dal computer o direttamente dai social network, si ricevono indicazioni sulle informazioni mancanti, dritte per un’impaginazione più accattivante e consigli per una compilazione in linea con le richieste del mercato.

In un prossimo step, inoltre, l’analisi dei big data permetterà di rendere il servizio ancora più a misura d’uomo: per esempio, potranno venire forniti suggerimenti di carriera personalizzati sulla base dell’osservazione di curriculum, successi professionali e storia lavorativa di persone con profili simili a quelli del candidato.

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E voi? Quali piattaforme usate abitualmente per cercare lavoro online? Raccontatecelo nei commenti! 

Facebook predice la performance sul lavoro

9 Mag

Occhio a quello che pubblicate su Facebook: potrebbe aiutarvi a trovare lavoro!

Una ricerca effettuata negli Stati Uniti da Richard Landers e Katelyn Canavanaugh della Old Dominion University  ha dimostrato che quello che postiamo sui nostri profili non soltanto evidenzia i tratti della nostra personalità, ma è addirittura in grado di predire il nostro comportamento e le nostre performance sul lavoro.

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Su Facebook è infatti possibile constatare la diligenza e l’estroversione di un soggetto, entrambe qualità potenzialmente interessanti in ambito professionale.

Per diligenza ci si riferisce, in concreto, all’abitudine di svolgere le mansioni nei tempi prefissati, in modo organizzato e completo. Quindi attenti agli aggiornamenti di stato in cui parlate di ritardi, consegne fuori limite e disordine: a un occhio aziendale, potrebbe essere un punto a vostro sfavore!

L’estroversione è invece valutata a seconda della capacità di interagire con le persone e  con il piacere provato da un individuo nel trovarsi all’interno di gruppi numerosi. Essere estroversi, ovviamente, non è un’attitudine richiesta in tutte le professioni (un programmatore informatico, ad esempio, ne può fare a meno) ma di certo è altamente apprezzata  per carriere nel settore delle PR, agenti di commercio, e ogni tipo di lavoro che preveda la necessità di trovarsi faccia a faccia con un pubblico. Si sfata, così, un luogo comune: non sono le foto delle feste con gli amici a mettere a repentaglio la vostra professionalità, ma potrebbero al contrario aiutarvi addirittura ad ottenere un colloquio! Allo stesso modo, non sottovalutate chi commenta i vostri post e in quanti lo fanno: anche il numero di interazioni, per quanto virtuali, è indice di popolarità.

Aggiungiamo di sfoggiare liberamente i vostri talenti, senza timore di apparire presuntuosi. Per le aziende, abilità e le inclinazioni personali sono importanti: se le inserite nel curriculum, perché non dimostrarle anche sulle vostre presenze social?

Per il loro studio, Landers e Cavanaugh hanno chiesto a 146 partecipanti di fare un test di personalità online, riflettendo sulle qualità che pensavano di avere. Allo stesso tempo, un gruppo di observers valutava esternamente alcuni tratti della loro personalità quali gradevolezza, nevrosi, diligenza ed estroversione. L’auto-valutazione e la valutazione esterna sono poi state comparate in relazione alla performance sul lavoro.

Ne è risultato che l’analisi del profilo Facebook delle persone aveva dato una miglior indicazione di successo di quanto avesse fatto chiedere ai soggetti di auto-valutare i tratti del loro carattere. Questo perché non tutti sono in grado di identificare la propria personalità nel contesto puntuale di un test, mentre il profilo Facebook si inquadra in un ecosistema più ampio in grado di fornire un quadro completo della persona e del suo comportamento online per diversi anni della propria vita e in reale comunicazione con altri.

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Ad ogni modo, secondo Landers, per avere un quadro efficace della personalità dell’individuo tramite Facebook, il suo profilo dovrebbe essere scandagliato da almeno dodici persone diverse, in quanto “ciascuno ha un’idea diversa di estroversione e diligenza” e dei fattori che possano indicarle.

Inoltre, Facebook da solo non basta a costituire uno strumento di valutazione in vista dell’assunzione o non assunzione dei candidati, né potrebbe farlo dal punto di vista legale. Può però costituire un valido supporto ai colloqui tradizionali, in vista della decisione definitiva da parte delle aziende. Il consiglio, quindi, è sempre lo stesso: attenti a quello che postate, e alle impostazioni della privacy!

Voi come usate Facebook? Vi è mai capitato di essere stati contattati da un potenziale datore di lavoro tramite i social? Raccontateci le vostre esperienze nei commenti! 

Sul lavoro, la personalità conta più delle competenze [STUDIO]

4 Apr

Ci siamo abituati a concepire il curriculum vitae come un lungo elenco di competenze tecniche ed esperienze professionali. Quello che forse non sapevamo è che è invece il nostro carattere a determinare se verremo assunti. A dirlo è uno studio recentemente pubblicato da Hyper Island, impresa specializzata in Digital Education. “Tomorrow’s Most Wanted” è il nome dato alla ricerca, che nell’arco di tre mesi ha coinvolto più di 500 leader e dipendenti in aziende che operano in settori molteplici quali comunicazione, tecnologia, retail e business development.

Ne è emerso che, in vista di un futuro impiego, i datori di lavoro tendono a valutare di più la personalità dei candidati che le loro specifiche abilità. Per il 78% degli intervistati un adeguato mix di caratteristiche caratteriali è addirittura la qualità più desiderabile in un impiegato, mentre al secondo posto troviamo ilcultural alignment, ovvero la capacità di prendere decisioni sulla base dei valori condivisi dall’azienda.

Nello specifico, i tratti della personalità più richiesti sul lavoro risultano essere:

– Motivazione
Creatività
Apertura mentale

I dati raccolti da Hyper Island in un'infografica

I dati raccolti da Hyper Island in un’infografica

Secondo Johanna Frelin, CEO di Hyper Island, questi risultati sono facilmente motivabili con la rapidità dell’evoluzione tecnologica. Il continuo mutare dei dispositivi e degli approcci tecnologici porta a rendere molto presto obsolete competenze specifiche in materia. Invece, modo di lavorare, self-leadership e capacità di creare un team rendono un individuo impiegabile a lungo termine. Per questo è auspicabile, per usare parole della Frelin, “una personalità curiosa e che possa imparare, disimparare e re-imparare a seconda dei nuovi ambienti e delle nuove realtà”.

Resta evidente che la preparazione specifica è comunque valutata e necessaria. In tal senso, le abilità più richieste in vista del futuro professionale sono creative tecnology, programmazione e analisi dei dati.

E voi, vi ritrovate nei profili più richiesti dal mondo del lavoro? Cosa pensate dei risultati di questo studio? Raccontatecelo nei commenti!

10 professioni in voga che non esistevano 5 anni fa

10 Gen

Siete alla ricerca della professione adatta a voi? Forse possiamo offrirvi qualche ispirazione! Per cominciare in bellezza il 2014, abbiamo voluto passare in rassegna dieci professioni oggi in voga che soltanto cinque anni fa non esistevano affatto. Per farlo, ci siamo basati sui dati forniti ed infografati da LinkedIn in seguito all’analisi comparativa di 259 milioni di profili iscritti al social network. Titoli oggi molto diffusi e ambiti risultavano pressochè inesistenti nel 2008. I maggiori trend? Ovviamente tecnologia e fitness!

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1. Sviluppatore IOS: oggi 142 volte più diffusa rispetto al 2008, la professione è decollata in seguito al lancio (in quello stesso anno) dell’app store e del sistema operativo iOS 2. L’iPhone è stato invece presentato nel 2007.

2. Sviluppatore Android: diretto concorrente dello sviluppatore iOS, contribuisce a dimostrare la crescita dell’industria (e dell’utilizzo!) degli smartphone con una presenza di 199 volte superiore a quella di 5 anni fa. La piattaforma Android è stata annunciata nel 2007, e il primo dispositivo dotato di tale sistema è uscito in commercio l’anno seguente.

3. Istruttore di Zumba: la disciplina della zumba, oggi popolarissima in tutto il mondo, ha iniziato a diffondersi massivamente con la sua introduzione nei centri fitness degli Stati Uniti. Nel 2008, su LinkedIn, soltanto 16 utenti si dichiaravano istruttori di Zumba. Oggi sono 6.331.

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4. Social Media Intern: Facebook, Twitter, Youtube e lo stesso LinkedIn sono tutt’oggi all’apice della popolarità. Con la loro diffusione massiva e l’utilizzo sempre più frequente per campagne strategiche di marketing e comunicazione, sono passati dall’essere un semplice strumento di contatto con gli altri ad una concreta opportunità professionale. Dal 2008 ad oggi i profili sono aumentati di 174 volte.

5. Data Scientist: una delle professioni emergenti oggi in assoluto più richieste sul mercato internazionale, prevede l’analisi ragionata del flusso di dati che produciamo quotidianamente online. A fine Novembre 2013 risultavano esserci 4323 Data Scientist su LinkedIn, contro i 142 di cinque anni fa.

6. User Interface/User Experience Designer: con l’utilizzo sempre più smodato di web e mobile app, la realizzazione di interfacce interattive si è fatta sempre più necessaria. Enti, aziende ed individui che vogliano essere presenti online hanno bisogno di rendere l’esperienza di navigazione facile ed agevole per il loro target. Ecco perchè non stupisce che chi se ne occupa sia oggi 22 volte più presente e richiesto di quanto accadesse nel 2008.

7. Data Architect: il concetto di “Big Data” è stato coniato nel 2008. Per questo la figura professionale del Data Architect, incaricato della loro organizzazione e gestione finalizzata al raggiungimento di obiettivi strategici, non esisteva prima di quell’anno. Oggi si contano su LinkedIn 3.440 professionisti nel settore.

8. Beachbody Coach: distrubutore di prodotti per il fitness del programma BeachBody LLC, ha sperimentato un vero e proprio boom negli ultimi anni. La volontà di essere ed apparire in forma ha portato questa figura professionale a passare dai 0 ai 3360 rappresentanti su Linkedin nel giro di 5 anni.

9. Cloud services specialist: il cloud computing è un insieme di tecnologie che permettono di archiviare ed elaborare dati grazie all’utilizzo di risorse distribuite in Rete. Le prime compagnie ad applicarle al business sono state Salesforce.com ed Amazon nei primi anni 2000. Negli ultimi anni la diffusione di tali sistemi è stata tale da portare i Cloud Services Specialist ad essere oggi 17 volte più numerosi rispetto al 2008.

10. Digital Marketing Specialist: come già ribadito, negli ultimi anni la diffusione delle piattaforme web e social è stata tale da fare del digital marketing uno strumento imprescindibile per la maggior parte delle aziende mondiali. Le figure professionali del settore sono sempre più richieste ed oggi corrispondono a 2886 profili su LinkedIn (contro gli appena 166 del 2008).

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Avete trovato, tra queste, la professione che esercitate o a cui ambite? E quali pensate che possano essere le figure oggi poco conosciute che andranno per la maggiore tra cinque anni? Diteci la vostra nei commenti!

8 siti per creare QR Code per il vostro biglietto da visita

22 Nov

I biglietti da visita con QR code integrato sono ormai all’ordine del giorno, e c’è chi dice che presto verranno soppiantati da più innovativi AR Code (Aumented Reality Code). Intanto, però, i famosi codici a barre di nuova generazione appaiono ancora al primo posto nella lista delle tendenze per le business card nel 2014.

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Creati principalmente per gli smartphone, i QR code consentono, infatti, un’efficace integrazione tra supporto cartaceo e multimediale: grazie ad apposite app, basta scansionarli con la fotocamera del cellulare per essere immediatamente re-indirizzati al sito web di riferimento. Nel settore lavorativo, questo si traduce in infinite possibilità sia per le aziende che per i candidati a colloqui ed assunzioni. Integrando il QR Code nel biglietto da visita si può garantire un accesso diretto a contenuti quali website, profilo LinkedIn, brochure elettronica, portfolio, oppure video di presentazione. Numerosi siti consentono inoltre la personalizzazione in chiave estetica del codice stesso, mediante l’inserimento di colori ed immagini in grado di renderlo visivamente più attraente.

Pensando a tutte le sue potenzialità, noi di Forma abbiamo pensato di fornirvi un breve elenco di piattaforme online da cui creare in pochi minuti (e per lo più gratuitamente) il QR che fa per voi!

PER QR CODE DI BASE

1. QR Code Generator 

Probabilmente il metodo più semplice ed immediato per generare un QR code basico: basta inserire l’URL del sito a cui si vuole essere re-inviati e nel giro di pochi secondi il vostro codice viene creato, con la possibilità di salvarlo in versione HTML.

2. Qcore 

Simile al precedente, consente un grado di personalizzazione leggermente maggiore, in quanto permette di scegliere la grandezza del codice generato.

3. Google Drive

La app di Google, tra gli altri servizi, offre anche la possibilità di generare QR Code in modo piuttosto rapido. Per farlo, basta aprire un nuovo foglio di calcolo, copiare in una cella il link al sito web che volete linkare e, in quella subito accanto, il seguente codice:

link: =image(“https://chart.googleapis.com/chart?chs=500×500&cht=qr&chl=” & A1)

Per A1 intendiamo in questo caso le coordinate della cella in cui è contenuto il sito web, che possono essere sostituite in base alla vostra scelta.

4. QreateBuzz 

Altro generatore automatico di QRCode, è stato creato appositamente per i pubblicitari, e consente di archiviare le proprie campagne in uno o più codici a barre. Il servizio è gratuito ma, per utilizzarlo, è obbligatoria la registrazione.

5. MobileFish 

Questa piattaforma consente di creare QR code non solo per siti web ma anche per altri tipi di contenuti quali testi, numeri telefonici o coordinate geografiche. Come per il QR Code Generator, permette di salvare una copia del codice in formato HTML per l’inserimento posteriore in blog o pagine web.

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PER QR CODE CREATIVI

6. QrHacker 

Il servizio offerto permette di personalizzare il proprio QR code mediante introduzione di colori di sfondo o piccole immagini/loghi, tutti facilmente selezionabili da un apposito pannello.

7. VisualHead 

Questo website (a cui è possibile accedere semplicemente mediante i propri account facebook o Twitter) consente di trasformare delle immagini in QR Code. Basta caricare l’immagine desiderata nella piattaforma, selezionare la parte che si desidera diventi il codice e quindi inserire il link a cui si vuole che esso rimandi.

8. Unitag Live 

Permette di creare e customizzare i QR code in un’enorme varietà di modi. Ad esempio, si può inserire un logo all’interno del codice, selezionare diverse immagini da inserire agli angoli, modificare i colori e le forme del contorno. Pagando una quota mensile, sono inoltre accessibili ulteriori opzioni aggiuntive per un grado di personalizzazione ancora maggiore.

E voi, preferite i biglietti da visita classici o amate le sperimentazioni in chiave multimediale? Cosa linkereste al vostro QR Code per stupire clienti e datori di lavoro? Raccontatecelo!