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PhotoMath: la app che risolve i problemi di matematica con una foto

14 Nov

Scatti una foto al problema di matematica, e il tuo smartphone ti dá la soluzione. Non è un bel sogno ad occhi aperti, ma il principio alla base di PhotoMath, la app che tutti gli studenti attendevano da generazioni. A metà tra una calcolatrice sofisticata ed una fotocamera con funzionalità integrata di riconoscimento del testo, PhotoMath sfrutta l’obiettivo del cellulare per scansionare e risolvere in real time espressioni aritmetiche, frazioni, decimali, potenze, radici quadrate ed equazioni.

Leggi l’articolo su Fractals.it!

PhotoMath

 

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5 app per le vacanze da usare anche a scuola

1 Ago

È tempo di vacanze! Per rendere più tecnologico il vostro viaggio, vi consigliamo 5 app da portare con voi in valigia. Tutte gratuite, vi forniranno non solo un modo innovativo per documentare i luoghi che visiterete, ma anche un ottimo pretesto per rendere più divertente l’apprendimento scolastico. Downloadare per credere!

1. Bubbli

App per IOS, consente di creare bolle panoramiche a 360° delle località in cui vi trovate, per consentire ad altri di esplorarle virtualmente assieme a voi. Non solo, ma all’elemento fotografico può essere aggiunto anche quello sonoro, per un’impressione ancora più efficace di tridimensionalità.

Il Gran Canyon immortalato con Bubbli

Il Gran Canyon immortalato con Bubbli

Può essere utilizzata per immortalare gli scenari delle vostre vacanze, ma anche per condividere con genitori e community online una visuale completa della classe e delle sue attività. In entrambi i casi, l’applicazione forse più immediata della app in senso scolastico è lo stimolo ad un esercizio di scrittura descrittiva a partire dalla “bolla” stessa: immaginate che ogni studente ne realizzi una nel corso dell’estate. All’inizio dell’anno accademico, descrivere quelle dei compagni potrebbe dar vita ad un interessante momento di confronto, oltre che di tecnica narrativa.

2. Thinglink 

Tool estremamente versatile, è accessibile anche tramite interfaccia web. Basato sul concetto di realtà aumentata, consente di creare foto, mappe o collage interattivi. Risulta perfetto per indurre gli studenti a raccontare le vacanze estive in modo coinvolgente, utilizzando immagini, video e testi che raccontino storia, cultura e monumenti dei luoghi visitati.

Uno screen shot da thinglink

Uno screen shot da thinglink

Allo stesso modo, la app può essere utilizzata per presentare in modo originale lavori di ricerca su argomenti affrontati durante il programma scolastico, sostituendosi al tradizionale elaborato scritto.

Il sito web Tech Chef 4 u ha raccolto in una board di Pinterest più di 500 brillanti esempi di utilizzo di Thinglink in senso scolastico, cosicchè l’ispirazione sia sempre garantita. Tra essi, segnaliamo il test multimediale sulla guerra civile americana , il racconto dei fatti dell’11 Settembre, e un magazine di focus artistico 

3. Photo Mapo 

App per IOS, utilizza Google Maps per abbinare mappe geografiche a template e foto a scelta che, assieme, contribuiscono a creare delle vere e proprie cartoline virtuali facilmente condivisibili con chiunque. É possibile, inoltre, inserire un breve testo descrittivo.

Un esempio di cartolina realizzata con Photo Mapo

Un esempio di cartolina realizzata con Photo Mapo

Photo Mapo può essere utilizzata per inviare ricordi personalizzati delle vostre vacanze, ma anche per progetti di tipo accademico. Ad esempio, gli studenti possono creare cartoline di luoghi legati a storia o letteratura raccontando nella descrizione dell’immagine i fatti salienti accaduti in quella location. Allo stesso modo, possono essere evidenziate le caratteristiche morfologiche e geografiche di una determinata località per rendere più accattivante lo studio della geografia.

Un esempio di cartolina realizzata con Photo Mapo

Un esempio di cartolina realizzata con Photo Mapo

4. Snapguide 

Piattaforma estremamente intuitiva, accessibile anche da web, permette di greare tutorial e guide multimediali di un viaggio mediante foto, testi e mappe. Ideale per stimolare le capacità scrittorie degli studenti con il racconto delle loro avventure estive e non solo: immaginatelo, ancora una volta, come supporto alternativo per la stesura di elaborati di ricerca ed approfondimento, tesine ed esercizi di comprensione.

Uno screen shot da snap guide

Uno screen shot da snapguide

Ancora una volta, degli utilizzi scolastici di Snapguide è presente una board su Pinterest a cura di TechChef4u, tra cui segnaliamo il tutorial per imparare a fare le divisioni.

5. Tackk 

Consente di realizzare racconti multimediali delle proprie vacanze, facilmente consultabili grazie ad un’interfaccia intuitiva e allo scroll verticale. Perfetto, ancora una volta, come supporto per tesine ed elaborati di ricerca (qui un esempio efficace).

Uno screen shot da Tackk

Uno screen shot da Tackk

E voi, conoscete altre app ad alto potenziale educativo da usare in viaggio? Segnalatecele nei commenti!

Art Stories: l’app che racconta l’arte italiana ai bambini

6 Giu

Come far innamorare i più piccoli dell’arte? Semplice, usando la tecnologia! L’idea, al 100% Made In Italy, arriva da Giovanna Hirsch, esperta di politiche sociali e territoriali, e Federica Pascotto, attiva nel campo dell’educazione e didattica museale. Assieme, le due hanno sviluppato ArtStories, una nuova app per tablet e smartphone IOS pensata per i bambini dai 3 ai 10 anni di età.

Un'immagine della app ArtStories dedicata alla scoperta del Castello Sforzesco di Milano

Un’immagine della app ArtStories dedicata alla scoperta del Castello Sforzesco di Milano

L’obiettivo è quello di accompagnare i ragazzi di età scolare e pre-scolare a scoprire la storia e i segreti del nostro territorio. Per farlo, ArtStories si avvale di illustrazioni originali, animazioni, giochi e storie avvincenti disponibili nella duplice versione italiana e inglese. Il progetto, che arriverà a comprendere sia le principali città italiane che i centri minori, è partito con la versione dedicata al Castello Sforzesco di Milano, dove sono i protagonisti stessi, come gli Sforza o Leonardo Da Vinci, a raccontare dal loro punto di vista, come se si trattasse di una favola, gli avvenimenti e le vicende storiche vissute in uno dei luoghi simbolo della città lombarda.

Il progetto ha coinvolto una rete di professionisti con competenze tecniche, artistiche e creative distribuiti in tutta l’Italia e non solo. Alla base della sua ideazione c’è senz’altro il beneficio delle famiglie, ma anche la volontà di fornire un nuovo strumento didattico da utilizzare nelle scuole dell’infanzia e primarie. In esso, il territorio diventa un elemento attivo nell’educazione dei più piccoli al bello e al piacere della scoperta, promuovendo anche un nuovo tipo di turismo culturale più attento alle esigenze dei bambini.

Uno screen shot della app Art Stories dedicata alla scoperta del Castello Sforzesco di Milano

Uno screen shot della app Art Stories dedicata alla scoperta del Castello Sforzesco di Milano

E voi, avete già provato  ArtStories? Raccontateci nei commenti cosa ne pensate!

 

Focus@will: la musica per studiare meglio

2 Mag

Musica sì, o musica no? Almeno metà degli studenti è abituato ad avere un sottofondo musicale mentre studia. Il problema, però, è sempre lo stesso: come sceglierlo? Siamo sicuri che le nostre playlist preferite ci rendano davvero produttivi?  Per toglierci ogni dubbio,  c’è Focus@Will: un servizio di streaming musicale basato sulla neuroscienza. Sviluppato in collaborazione con neurologi e psicologi,  questo tool (disponibile sia in versione web based che sotto forma di app per IOS e Android) fornisce playlist in grado di agire sul sistema limbico del cervello, aumentando così la concentrazione fino al 400%.

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Per riuscirci, parte da basi scientifiche per adeguare tecnologia ed offerta alle esigenze del cervello umano.

A quanto si legge sul sito ufficiale di Focus@Will, ad esempio, i brani mainstream abbassano la soglia di comprensione in quanto composti per entrare in connessione con l’ascoltatore a livello intellettuale ed emotivo. Inoltre, è dimostrato che la voce umana (anche se si esprime in una lingua sconosciuta) tende a distrarre. Per questo, i brani forniti dalla app sono tutti strumentali. Inoltre, la tecnologia di Focus@will comprende tecniche di adattamento audio in grado di riattivare l’attenzione dopo circa 20 minuti, lasso di tempo necessario al cervello ad abituarsi al sottofondo e “assuefarsi” alla musica in riproduzione, annullandone gli effetti stimolanti.

Uno screenshot dal website di Focus@Will

La scelta musicale di Focus@Will è suddivisa in otto canali tematici, che spaziano da generi noti come la musica classica e il jazz a scelte più insolite come uptime electronic.  Il sito spinge gli utenti a scegliere un genere a loro non familiare, per evitare di soffermarsi ad analizzare la musica e massimizzare invece la concentrazione sul lavoro.

Il servizio è disponibile sia in versione gratuita che a pagamento. La prima comprende playlists customizzabili con possibilità di track skipping e preferenze di volume per migliorare l’effetto. La versione a pagamento, invece, include tra le altre opzioni l’interessante servizio di Productivity Tracker per monitorare i risultati ottenuti.

E voi? Avete già usato questo o altri servizi simili? Li avete trovati utili? Fateci avere la vostra opinione nei commenti! 

Gli “Spotify” dei libri: un nuovo modello di lettura digitale

11 Ott

Lo chiamano lo “Spotify dei libri”. È il nuovo modello di lettura digitale che sta prendendo piede in Europa e nel Mondo, con un numero sempre maggiore di website ed app dedicati. Il funzionamento è simile a quello della nota piattaforma per la fruizione di musica in streaming: sotto pagamento di una quota mensile, l’utente ha accesso ad una quantità illimitata di e-book, che però può leggere soltanto online.

Tra i primi a proporre questo nuovo tipo di servizio è stato Mofibo, lanciato quest’estate in Danimarca. Gli hanno fatto seguito Oyster, nato lo scorso mese di Settembre su iniziativa di una start-up newyorkese e, tra i più recenti, Nubico, appena avviato in Spagna con grande eco mediatica. L’impatto ecologico, la comodità di fruizione in mobilità e la grande varietà di scelta, che si adattano alla domanda di un pubblico di lettori assidui, lasciano prevedere ottime possibilità di crescita per il modello di e-reading online nel prossimo futuro. Ma vediamo più in dettaglio come funzionano e cosa offrono le piattaforme che abbiamo citato.

Mofibo : pensata per i lettori che consumano una grande quantità di libri, la piattaforma ha stretto accordi con i principali editori danesi per la distribuzione di circa il 50% dei best-seller in commercio. Offre un vasto catalogo di volumi tra cui scegliere mediante pagamento di una quota pari a circa 13 euro al mese, e mette a disposizione app per la fruizione sui principali dispositivi mobili.

Screen shot da Mofibo

Screen shot da Mofibo

Oyster : app iOS decisamente user-friendly, Oyster offre l’accesso illimitato a oltre 100mila titoli pubblicati da numerosi editori anglofoni con un costo pari a circa 7,60 euro al mese. Proprio come i servizi a cui ci hanno abituati le piattaforme di streaming musicale, gli utenti si vedranno consigliare libri in base alle loro stesse preferenze o a quelle degli amici, con tanto di recensioni aggiunte. Da segnalare che sulla varietà del catalogo a disposizione hanno pesato, oltre ai fondi di investimento, le numerose donazioni fatte da semplici sostenitori.

Screen shot da Oyster

Screen shot da Oyster

Nubico: Tra i primi ad essere avviati da un colosso come Telefonica anziché da una start-up, Nubico richiede la sottoscrizione di un abbonamento mensile pari ad 8,99 euro, con la possibilità di 30 giorni di prova senza impegno. Basandosi su tecnologia cloud e coinvolgendo gran parte dei principali editori spagnoli, il servizio Premium permette di selezionare gli e-book online per poi leggerli anche senza connessione ad internet, proprio come il servizio omonimo di Spotify. Dal sito della piattaforma è possibile accedere alle app per la lettura su dispositivi mobili e comprare gli e-reader con Nubico già integrato. Tra le altre caratteristiche, segnaliamo la suddivisione per generi dei titoli in catalogo, la sezione “i più letti” e la possibilità di interagire con il testo sottolineandolo o aggiungendoci i propri appunti personali.

Screen shot da Nubico

Screen shot da Nubico

E in Italia? Pensate che un modello di lettura simile potrebbe avere successo anche da noi? Raccontateci le vostre opinioni!

Fare il check in sulle tracce di un libro: il progetto di Rizzoli e Foursquare

13 Set

Vi sarà senz’altro capitato di leggere un libro e sentire la curiosità di conoscere un po’ meglio i luoghi in cui è stato ambientato. Ebbene, oggi lo potete fare. Ad accontentarvi c’è “Sulle Tracce del libro”, un innovativo progetto di stoytelling made in Italy che connette le storie ai luoghi all’insegna della tecnologia mobile e della cross-medialità. I responsabili sono Rizzoli e Foursquare, che hanno messo a disposizione sulla popolare app di geotagging veri e propri percorsi dedicati ad alcuni, primi, titoli messi a disposizione dall’editore.

rizzoli-foursquare

Il funzionamento è semplice: per ogni luogo in cui si svolge una scena del libro ci sono delle venue su Foursquare. Se si effettua il check-in, appaiono dei tip contenenti alcune informazioni sul libro (trama, curiosità, personaggi…), e sulla specifica location. I tip sono, inoltre, organizzati in una lista che collega tutte le venue presenti in un singolo romanzo.

In questo modo, i lettori possono salvare l’intero tragitto e seguirne le tappe nell’ordine stesso in cui appaiono nel libro. Ma è parallelamente anche possibile imbattersi per caso in una delle ambientazioni descritte in un romanzo, e scoprirlo nel momento stesso in cui si effettua il il check in.

Al momento, i libri di cui si possono seguire le tracce in Italia sono “La Ragazza che toccava il cielo”,  di Luca di Fulvio (fino ad ora, quello di maggior successo), ambientato tra Roma e Venezia; “La Donna di Troppo” , di Enrico Pandiani, a Torino; e “Il tempio della luce” , di Daniela Piazza, a Milano. Ma si possono anche scoprire Roma, Venezia e Stromboli attraverso la trilogia erotica di Irene Cao. 

L’unica lista-tip dedicata ad un Paese straniero è, al momento, quella creata per “Il Canto del Diavolo” di Walter Siti, che ci porta a conoscere Dubai.

rizzoli-tip

Per i mesi a venire, Rizzoli pensa di ampliare l’offerta basandosi sulle graphic novel della Lizard e su alcuni titoli della BUR. E chissà che in futuro il progetto non arrivi a comprendere anche alcuni Grandi Classici della letteratura occidentale, con possibili sviluppi interessanti anche per il campo dell’istruzione. Noi, almeno, ce l’auguriamo.

E voi? Di quale libro vorreste seguire le tracce con il cellulare alla mano?

Come sopravvivere al primo giorno di scuola…secondo i bambini!

6 Set

Come si sopravvive al primo giorno di scuola? Per una volta a rispondere non sono gli esperti, ma i bambini: studenti delle scuole elementari al secondo, terzo o quarto anno che elargiscono consigli ai nuovi arrivati. L’idea, messa a punto in un breve video, è venuta al team di Timbuktu, il primo magazine per iPad pensato per i più piccoli.

Nel filmato – in italiano con sottotitoli in inglese- i ragazzi insegnano a fare buona impressione (scrivere tanto, tenere le gambe incrociate perchè nessuno inciampi, stare svegli, ascoltare); spiegano come fare amicizia con i compagni (chiedere se vogliano giocare o abbiano bisogno di una mano) e persino come risultare simpatici alle maestre (non dire mai “odio la scuola” o “questa materia mi fa schifo”). In conclusione, c’è spazio anche per le dritte valide per tutto l’anno scolastico come chiedere aiuto alle maestre, non farle arrabbiare, non chiacchierare troppo, divertirsi, e…”non dare pugni a nessuno”!

La app Timbuktu Magazine, interamente Made in Italy, è stata ideata e sviluppata in California da Francesca Cavallo ed Elena Favilli, applicando i metodi educativi più avanguardisti al formato multimediale delle nuove tecnologie digitali. Dopo essersi distinta per innovazione negli States, dal prossimo 15 Settembre sarà disponibile anche in versione italiana.

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Uno degli obiettivi dell’azienda è aiutare i bambini a conoscere attraverso l’esperienza: per questo i contenuti a cui vengono esposti sull’iPad o sullo smartphone sono concepiti come un mezzo per aiutarli ad entrare in contatto con il contesto in cui vivono. Non solo, ma incoraggiare i più piccoli ad utilizzare le nuove tecnologie dovrebbe essere anche un modo di spronarli alla sfida, al problem solving, all’immaginazione (e successiva creazione) di nuovi mondi possibili.

Per questo Tibuktu entra in contatto con i bambini parlando la loro stessa lingua, e in alcuni casi addirittura lavorando a stretto contatto con loro. Vi consigliamo, in questo senso, di dare un’occhiata al diario del SummerCamp tenuto lo scorso mese di luglio dalle ideatrici della startup alla Digital Academia di Roncade, Treviso. Lì Francesca Cavallo ed Elena Favilli hanno documentato il processo che le ha portate a coinvolgere i bambini nell’ideazione e realizzazione, nell’arco di una sola settimana, della app “Scuola Luna”. Le riflessioni e i metodi di lavoro usati ci permettono di capire meglio la filosofia e l’approccio alla base di tutte le app per l’infanzia di Timbuktu. Magazine compreso.

E voi? Che consigli dareste ad un bambino per sopravvivere al suo primo giorno di scuola?