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5 app per le vacanze da usare anche a scuola

1 Ago

È tempo di vacanze! Per rendere più tecnologico il vostro viaggio, vi consigliamo 5 app da portare con voi in valigia. Tutte gratuite, vi forniranno non solo un modo innovativo per documentare i luoghi che visiterete, ma anche un ottimo pretesto per rendere più divertente l’apprendimento scolastico. Downloadare per credere!

1. Bubbli

App per IOS, consente di creare bolle panoramiche a 360° delle località in cui vi trovate, per consentire ad altri di esplorarle virtualmente assieme a voi. Non solo, ma all’elemento fotografico può essere aggiunto anche quello sonoro, per un’impressione ancora più efficace di tridimensionalità.

Il Gran Canyon immortalato con Bubbli

Il Gran Canyon immortalato con Bubbli

Può essere utilizzata per immortalare gli scenari delle vostre vacanze, ma anche per condividere con genitori e community online una visuale completa della classe e delle sue attività. In entrambi i casi, l’applicazione forse più immediata della app in senso scolastico è lo stimolo ad un esercizio di scrittura descrittiva a partire dalla “bolla” stessa: immaginate che ogni studente ne realizzi una nel corso dell’estate. All’inizio dell’anno accademico, descrivere quelle dei compagni potrebbe dar vita ad un interessante momento di confronto, oltre che di tecnica narrativa.

2. Thinglink 

Tool estremamente versatile, è accessibile anche tramite interfaccia web. Basato sul concetto di realtà aumentata, consente di creare foto, mappe o collage interattivi. Risulta perfetto per indurre gli studenti a raccontare le vacanze estive in modo coinvolgente, utilizzando immagini, video e testi che raccontino storia, cultura e monumenti dei luoghi visitati.

Uno screen shot da thinglink

Uno screen shot da thinglink

Allo stesso modo, la app può essere utilizzata per presentare in modo originale lavori di ricerca su argomenti affrontati durante il programma scolastico, sostituendosi al tradizionale elaborato scritto.

Il sito web Tech Chef 4 u ha raccolto in una board di Pinterest più di 500 brillanti esempi di utilizzo di Thinglink in senso scolastico, cosicchè l’ispirazione sia sempre garantita. Tra essi, segnaliamo il test multimediale sulla guerra civile americana , il racconto dei fatti dell’11 Settembre, e un magazine di focus artistico 

3. Photo Mapo 

App per IOS, utilizza Google Maps per abbinare mappe geografiche a template e foto a scelta che, assieme, contribuiscono a creare delle vere e proprie cartoline virtuali facilmente condivisibili con chiunque. É possibile, inoltre, inserire un breve testo descrittivo.

Un esempio di cartolina realizzata con Photo Mapo

Un esempio di cartolina realizzata con Photo Mapo

Photo Mapo può essere utilizzata per inviare ricordi personalizzati delle vostre vacanze, ma anche per progetti di tipo accademico. Ad esempio, gli studenti possono creare cartoline di luoghi legati a storia o letteratura raccontando nella descrizione dell’immagine i fatti salienti accaduti in quella location. Allo stesso modo, possono essere evidenziate le caratteristiche morfologiche e geografiche di una determinata località per rendere più accattivante lo studio della geografia.

Un esempio di cartolina realizzata con Photo Mapo

Un esempio di cartolina realizzata con Photo Mapo

4. Snapguide 

Piattaforma estremamente intuitiva, accessibile anche da web, permette di greare tutorial e guide multimediali di un viaggio mediante foto, testi e mappe. Ideale per stimolare le capacità scrittorie degli studenti con il racconto delle loro avventure estive e non solo: immaginatelo, ancora una volta, come supporto alternativo per la stesura di elaborati di ricerca ed approfondimento, tesine ed esercizi di comprensione.

Uno screen shot da snap guide

Uno screen shot da snapguide

Ancora una volta, degli utilizzi scolastici di Snapguide è presente una board su Pinterest a cura di TechChef4u, tra cui segnaliamo il tutorial per imparare a fare le divisioni.

5. Tackk 

Consente di realizzare racconti multimediali delle proprie vacanze, facilmente consultabili grazie ad un’interfaccia intuitiva e allo scroll verticale. Perfetto, ancora una volta, come supporto per tesine ed elaborati di ricerca (qui un esempio efficace).

Uno screen shot da Tackk

Uno screen shot da Tackk

E voi, conoscete altre app ad alto potenziale educativo da usare in viaggio? Segnalatecele nei commenti!

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Facebook predice la performance sul lavoro

9 Mag

Occhio a quello che pubblicate su Facebook: potrebbe aiutarvi a trovare lavoro!

Una ricerca effettuata negli Stati Uniti da Richard Landers e Katelyn Canavanaugh della Old Dominion University  ha dimostrato che quello che postiamo sui nostri profili non soltanto evidenzia i tratti della nostra personalità, ma è addirittura in grado di predire il nostro comportamento e le nostre performance sul lavoro.

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Su Facebook è infatti possibile constatare la diligenza e l’estroversione di un soggetto, entrambe qualità potenzialmente interessanti in ambito professionale.

Per diligenza ci si riferisce, in concreto, all’abitudine di svolgere le mansioni nei tempi prefissati, in modo organizzato e completo. Quindi attenti agli aggiornamenti di stato in cui parlate di ritardi, consegne fuori limite e disordine: a un occhio aziendale, potrebbe essere un punto a vostro sfavore!

L’estroversione è invece valutata a seconda della capacità di interagire con le persone e  con il piacere provato da un individuo nel trovarsi all’interno di gruppi numerosi. Essere estroversi, ovviamente, non è un’attitudine richiesta in tutte le professioni (un programmatore informatico, ad esempio, ne può fare a meno) ma di certo è altamente apprezzata  per carriere nel settore delle PR, agenti di commercio, e ogni tipo di lavoro che preveda la necessità di trovarsi faccia a faccia con un pubblico. Si sfata, così, un luogo comune: non sono le foto delle feste con gli amici a mettere a repentaglio la vostra professionalità, ma potrebbero al contrario aiutarvi addirittura ad ottenere un colloquio! Allo stesso modo, non sottovalutate chi commenta i vostri post e in quanti lo fanno: anche il numero di interazioni, per quanto virtuali, è indice di popolarità.

Aggiungiamo di sfoggiare liberamente i vostri talenti, senza timore di apparire presuntuosi. Per le aziende, abilità e le inclinazioni personali sono importanti: se le inserite nel curriculum, perché non dimostrarle anche sulle vostre presenze social?

Per il loro studio, Landers e Cavanaugh hanno chiesto a 146 partecipanti di fare un test di personalità online, riflettendo sulle qualità che pensavano di avere. Allo stesso tempo, un gruppo di observers valutava esternamente alcuni tratti della loro personalità quali gradevolezza, nevrosi, diligenza ed estroversione. L’auto-valutazione e la valutazione esterna sono poi state comparate in relazione alla performance sul lavoro.

Ne è risultato che l’analisi del profilo Facebook delle persone aveva dato una miglior indicazione di successo di quanto avesse fatto chiedere ai soggetti di auto-valutare i tratti del loro carattere. Questo perché non tutti sono in grado di identificare la propria personalità nel contesto puntuale di un test, mentre il profilo Facebook si inquadra in un ecosistema più ampio in grado di fornire un quadro completo della persona e del suo comportamento online per diversi anni della propria vita e in reale comunicazione con altri.

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Ad ogni modo, secondo Landers, per avere un quadro efficace della personalità dell’individuo tramite Facebook, il suo profilo dovrebbe essere scandagliato da almeno dodici persone diverse, in quanto “ciascuno ha un’idea diversa di estroversione e diligenza” e dei fattori che possano indicarle.

Inoltre, Facebook da solo non basta a costituire uno strumento di valutazione in vista dell’assunzione o non assunzione dei candidati, né potrebbe farlo dal punto di vista legale. Può però costituire un valido supporto ai colloqui tradizionali, in vista della decisione definitiva da parte delle aziende. Il consiglio, quindi, è sempre lo stesso: attenti a quello che postate, e alle impostazioni della privacy!

Voi come usate Facebook? Vi è mai capitato di essere stati contattati da un potenziale datore di lavoro tramite i social? Raccontateci le vostre esperienze nei commenti! 

Come e perchè insegnare codifica e programmazione a scuola [INFOGRAFICA]

18 Apr

Le materie imprescindibili per un curriculum scolastico efficace? Semplice, codifica e programmazione! Il sito web Edudemic ha pubblicato un’interessante infografica che illustra, mediante fatti e statistiche, perchè per gli studenti, oggi, sia sempre più importante possedere nozioni di coding.

coding

Ne riassumiamo i concetti chiave:

– Entro il 2020 le professioni legate all’informatica cresceranno del 22 %, portando alla creazione di 1,4 milioni di posti di lavoro in tale settore. La domanda maggiore sarà per gli sviluppatori di software.

– Secondo code.org le professioni di computer-programming negli Stati Uniti stanno crescendo ad una velocità doppia rispetto alla media del Paese, mentre meno del 2,4% degli studenti ha conseguito una laurea in scienze informatiche. Se ne deduce che, se il trend continua, nel prossimo futuro soltanto il 30% dei posti vacanti nel settore nel solo territorio statunitense sarà occupato.

– Secondo Jason Calacanis, CEO di Mahalo, un impiegato che sa programmare è valutato tra i 500 mila e 1 milione di dollari in previsione di un’acquisizione dell’azienda.

– Imparare la programmazione significa anche sviluppare abilità di problem solving, creatività e comunicazione. Tra le nozioni che si appredono ci sono infatti:

Algoritmi matematici (necessari a sviluppare programmi)
Crittografia (permette di capire in che modo le informazioni private vengano condivise attraverso la          rete)
Biologia computazionale (alla base anche del funzionamento del codice genetico)
Machine Intelligence (consente di dominare i processi che permettono alle piattaforme online di imparare    dalle preferenze degli utenti per migliorare la loro esperienza)
Euristica (problem solving basato sull’esperienza)

L’inghilterra e gli Stati Uniti stanno prendendo molto sul serio l’importanza del coding come materia scolastica. In Gran Bretagna, dal prossimo mese di Settembre 2014, sarà implementata la sua adozione come tale per tutti i livelli di istruzione. Allo stesso modo, negli U.S.A Tony Cardenas ha avanzato una proposta di legge che, se venisse approvata, metterà la codificazione alla stessa stregua di una lingua straniera, con la possibilità concreta di essere insegnata sin dalla scuola materna.

Ma ecco l’infografica completa pubblicata da Edudemic:

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E voi, conoscete le nozioni base di programmazione? La introdurreste come materia nelle scuole dell’obbligo italiane? Fateci avere la vostra opinione nei commenti!

Oppia: la risorsa smart di Google per l’educazione interattiva online

21 Mar

Google ha da poco lanciato Oppia, progetto open-source interattivo pensato per rivoluzionare l’approccio all’istruzione. Lo strumento, gratuito, permette a chiunque la creazione di attività educative online in modo intuitivo mediante l’interfaccia web, senza che siano necessarie competenze specifiche di programmazione.

Per creare tali attività, denominate “explorations”, si possono utilizzare testi, numeri e input a selezione multipla. Inoltre, sono supportati tool specifici come mappe cliccabili. Le explorations possono essere generate da una sola persona oppure da un intero team di insegnanti che contribuiscono da ogni parte del mondo, semplicemente connettendosi alla piattaforma dal proprio computer.

oppia

L’aspetto più interessante di Oppia è, però, senza dubbio il suo lato smart. Il tool è, infatti, basato su un sistema intelligente che raccoglie informazioni su come gli utenti interagiscono tra loro e con la piattaforma, in modo da poter offrire un servizio adeguato alle loro necessità. Per farlo, viene impiegato un “mentor”, ovvero una persona che pone domande allo studente mentre sta consultando una lezione. Basandosi sulle risposte date, il mentor decide quale altro quesito porgli e quale feedback dare: può, ad esempio, decidere se la questione vada approfondita o se passare a qualcosa di completamente nuovo. Il sistema rileva inoltre le domande che più frequentemente generano una risposta errata, e le segnala in automatico agli autori del corso.

Questi possono, così, basarsi sui feedback ricevuti per modificare di conseguenza le loro lezioni e guidare in modo più efficace gli studenti nell’apprendimento dei concetti meno chiari.

Oppia, si legge sul sito, è stata sviluppata partendo dall’idea di base per cui l’educazione online non possa essere ridotta ad una serie di contenuti multimediali interattivi ma debba, al contrario, modellarsi sulle necessità e sulle caratteristiche di ogni singolo utente; Proprio come avviene – o dovrebbe avvenire – in un ambito educativo face-to-face.

Ecco un video-tutorial per l’uso di Oppia:

 

Interessante notare come Google, diversamente da quanto si possa pensare, non vende Oppia come un suo prodotto ma, al contrario, scrive sui suoi canali: “Gran parte del codice che alimenta questo sito è stato scritto come un progetto open-source da un gruppo di ingegneri di Google […] Tuttavia, oppia.org non è un prodotto Google, e Google non si assume alcuna responsabilità per il contenuto di questo sito web.”

E voi, avete già testato Oppia? Cosa ne pensate? Lasciateci le vostre opinioni nei commenti!

Le app per leggere più veloci

14 Mar

Alzi la mano chi, in vista di un esame, non ha mai sognato di leggere un libro intero in poche ore; O chi non ha mai desiderato di liberarsi in fretta del flusso giornaliero di e-mail! Oggi vi presentiamo 4 app per la lettura veloce che vi faranno guadagnare tempo prezioso senza rinunciare alla necessaria documentazione.

1. SPRITZ 

Presentata il mese scorso al Mobile World Congress di Barcellona, è disponibile su device Galaxy S5 e Galaxy Gear 2 smartwatch per le lingue inglese, spagnolo, francese, tedesco, russo e coreano. Pensata per agevolare la lettura di e-mail, mostra una parola alla volta consentendo all’occhio di rimanere fermo nella stessa posizione mentre il testo avanza. Le ricerche fatte dal team di Spritz hanno dimostrato, infatti, che la maggior parte del tempo impiegato per leggere è dato dallo spostamento dell’occhio sullo schermo. Evitandolo – ed eliminando del tutto i procedimenti di scrolling e click – il processo risulta ampiamente velocizzato.

Uno screen shot da Spritz

Uno screen shot da Spritz

2. VELOCITY 

Come Spritz anche questa app, pensata specificatamente per il sistema operativo IOS 7, si basa sulla lettura di una singola parola alla volta, ma con la particolarità di essere completamente integrata nell’ecosistema iPhone; in questo modo, oltre ad applicarla alla lettura di e-mail, l’utente la può utilizzare per leggere più velocemente anche articoli e testi di ogni genere su Instapaper o Pocket.

Uno screen shot da Velocity

Uno screen shot da Velocity

3. SPEED READING TRAINER

Pensata appositamente per sistemi Android, la app garantisce che il suo impiego porterà l’utente a leggere 500 parole in un minuto nel giro di due settimane. I progressi possono essere misurati con l’apposito tool integrato nella app.

Uno screen shot da Speed Reading Trainer

Uno screen shot da Speed Reading Trainer

4. ACCELEREAD

Strutturata per step e traguardi, permette di creare obiettivi misurabili grazie ad un programma di training. Ogni volta che un obiettivo di lettura viene raggiunto, l’utente riceve stelle e trofei. Inoltre, i progressi vengono monitorati costantemente grazie ad apposite chart che mostrano la velocità di lettura attuale, la maggior velocità raggiunta e la velocità media.

Uno screen shot da Acceleread

Uno screen shot da Acceleread

Avete già provato qualcuna di queste app? Conoscete altri tool per la lettura veloce? Fateci avere le vostre opinioni nei commenti!

I 5 tool tecnologici più usati nell’istruzione

21 Feb

Quali sono i tools tecnologici più usati nell’istruzione e perchè? Se lo sono chiesti i fondatori del Global Education Database, che con la loro piattaforma inseguono l’obiettivo di aiutare insegnanti e studenti a trovare gli strumenti più adatti ad integrare con successo la tecnologia nelle aule. Noi vi elenchiamo i migliori 5 basati sulle recensioni degli esperti e la selezione del sito, evidenziandone per ciascuno le migliori qualità. Li avete già provati?

1. EdModo 

Uno screen shot da EdModo

Uno screen shot da EdModo

Usato da più di 32 Milioni di utenti nel mondo, può essere considerato a tutti gli effetti il Facebook della scuola. La sua principale caratteristica è quella di mettere in contatto studenti, insegnanti, e genitori per una costante collaborazione. Può essere personalizzato tramite l’installazione di app aggiuntive e consente all’insegnante di monitorare i progressi degli studenti, assegnare loro test di comprensione o promuoverne la partecipazione con l’uso di sondaggi.

Perchè usarlo in classe: snellisce notevolmente la mole di lavoro dell’insegnante, consentendo di risparmiare tempo in attività quali redazione e assegnazione di compiti o convocazione dei genitori. Così facendo, ci si può concentrare maggiormente sull’insegnamento vero e proprio.

2. Socrative 

Uno screen shot da Socrative

Uno screen shot da Socrative

App di interfaccia intuitiva e facile utilizzo (l’installazione e set up non richiedono più di tre minuti) offre una serie di esercizi e giochi educativi in grado di coinvolgere gli studenti in breve tempo e in modo efficace.

Perchè usarla in classe: la app è particolarmente utile per incentivare la partecipazione degli alunni generalmente poco inclini a prendere parte attiva alla vita di classe.

3. Apple iMac 

Lo schermo di grandi dimensioni e le ottime prestazioni fornite in termini di qualità audio/video lo rendono il supporto ideale per tutte quelle lezioni e attività che prevedano l’utilizzo di uno schermo: dalle webconference via skype agli hangout su Google+, passando per le numerose educational app facilmente scaricabili da iTunes (molte delle quali compatibili solo con dispositivi Mac).

Perchè usarlo in classe: è attualmente il miglior strumento disponibile per chi voglia improntare le lezioni sull’impiego di app e attività su computer.

4. Apple TV 

Sebbene sia ancora molto il potenziale non sfruttato, la Apple Tv offre molte funzioni interessanti quali la condivisione di schermate e contenuti in wireless mediante AirPlay, il collegamento con iPad o MacBook e la possibilità di guardare video da piattaforme online.

Perchè usarla in classe: per sfruttare l’enorme quantità di video educativi presenti in rete completando le lezioni con filmati appropriati presi da Youtube o Netflix. Perfetta anche per presentare concetti mediante collegamento ad altri devices.

5. Evernote 

Uno screen shot da Evernote

Uno screen shot da Evernote

App tra le più note, permette di rimpiazzare digitalmente pressochè tutte le attività abitualmente svolte su carta. Tra le sue caratteristiche quella di creare un portfolio digitale, prendere appunti, condividerli ed organizzarli su una grande varietà di media.

Perchè usarla in classe: disponibile sia in versione gratuita che a pagamento, si adatta ad ogni fascia di età e materia scolastica, rendendo più agevole agli studenti l’operazione di prendere appunti, e semplificando il lavoro dell’insegnante mediante condivisione di informazioni con studenti e genitori, archiviazione di documenti o possibilità di salvare materiale direttamente dal web. Con l’installazione di tool aggiuntivi, si può inoltre usare Evernote anche per realizzare registrazioni audio, disegnare o usufruire di letture gratuite.

E voi, quali tool tecnologici aggiungereste a questa lista? Ne conoscete qualcuno secondo voi particolarmente efficace in ambito scolastico? Segnalatecelo nei commenti!

Qwert: il social network che insegna ad usare i social network

15 Nov

Oggi vi segnaliamo un’interessante e lodata iniziativa avviata a Treviso per educare i più giovani all’uso consapevole del web. Si tratta di Qwert, un social network rivolto a tutti i ragazzi dagli 11 ai 14 anni che frequentano le scuole medie della città. È stato promosso dall’Azienda ULSS n°9 di Treviso in collaborazione con il Comune e con l’Ufficio Scolastico Provinciale, e realizzato con il sostegno di H-Farm, del Lions Club ed il supporto della Polizia Postale e delle Comunicazioni. Perchè è interessante? Perchè aspira a trovare una soluzione ad un problema concreto, quello del cyberbullismo e di un uso distorto e rischioso del mezzo, utilizzando gli stessi strumenti che l’hanno originato. Interagendo con i propri coetanei online in un contesto sicuro e controllato, i ragazzi saranno, infatti, verosimilmente più portati a ricreare quegli stessi comportamenti anche nell’utilizzo di altri social media più noti quali Facebook o il tanto condannato Ask.fm.

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Ma ecco come funziona: l’iscrizione dei ragazzi a Qwert è possibile sono con l’autorizzazione di un genitore e l’autenticazione personale da parte di insegnanti ed educatori. La piattaforma è protetta e sorvegliata e permette agli utenti di entrare in contatto con i loro coetanei, in attività da svolgersi in contesti sia scolastici che extrascolastici. Nel primo caso sono gli adulti stessi ad affiancare e supervisionare i giovani, favorendo con le loro incursioni un pensiero critico e un dibattito sul mezzo. Oltre alla semplice attività di chat, su Qwert si possono condividere aggiornamenti pubblici, ci si può taggare nei contenuti degli amici, e si possono frequentare delle stanze tematiche in cui discutere di temi “scottanti” come la sessualità e l’affettività assieme ad esperti (il personale dellUlss 9) a disposizione per chiarire i dubbi.

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Ad oggi gli iscritti a Qwert sono più di 1630, con una media di 350 utenti attivi al giorno, 5.800 gruppi creati e oltre 2000 discussioni postate. Per i membri della community sono state organizzate anche numerose attività di aggregazione nel mondo “fisico” come raduni, flash mob, cacce al tesoro o mercatini di Natale.

Il prossimo passo di questo progetto in continua crescita è l’adattamento della piattaforma ai dispositivi mobili e la creazione di una mappa territoriale che i ragazzi potranno arricchire, geo-taggandosi, di foto e video legati ai singoli luoghi.

Cosa pensate dell’iniziativa trevigiana? Credete che possa servire ad educare i giovani all’uso corretto dei social? Diteci la vostra!